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You can believe anything you want. The universe is not obligated to keep a straight face.

Max Headroom

Posted By on Gennaio 22, 2011 in science fiction, telefilm | 0 comments

Gli anni ’80: arrivano i primi personal computer, un TV color in ogni casa, nuove correnti culturali artistiche provenienti da una visione cyber pop dell’universo causata dai tanti progressi nella tecnologia (sopratutto dell’informazione) . In questo contesto i media lanciano i primi “divi virtuali” prefigurando una tecnologia ancora molto al di là dal venire in grado di creare dei nuovi personaggi virtuali e dotati di IA. Un esempio in Italia, per chi ha avuto la sfortuna di vivere in quel periodo, era DJ Super X di Superclassifica Show, una palla stroboscopica antropomorfa che leggeva le classifiche. Su Channel 4 britannico, invece nasce Max Headroom, un vero e proprio annunciatore virtuale, che ebbe una tale presa sul pubblico da diventare protagonista persino una serie televisiva.

IL TELEFILM

Siamo in un futuro non troppo lontano, la TV, come nel peggior incubo di Orwell e come nei sogni, dell’epoca, di Berlusconi è diventato lo strumento principale per orientare l’opinione pubblica. Un po’ come avviene oggi in italia, i messaggi trasmessi attraverso i programmi televisivi e gli annunci pubblicitari influenzano il voto democratico e hanno un effetto dirompente sull’economia; pochissimi individui (comunisti?) riescono a sottrarsi a questo quotidiano lavaggio del cervello. Uno di questi, Edison Carter, un reporter d’assalto di uno dei più importanti network televisivi, il Network 23, scopre che, proprio il canale televisivo per cui lavora sta realizzando una nuova tecnologia di condizionamento attraverso messaggi subliminali che possono avere, però, rilevanti effetti collaterali sulla salute. L’inchiesta viene, ovviamente, subito bloccata da Grossberg, presidente di Network 23, ma ciò non è sufficiente a fermare Carter che continua a scavare alla ricerca della verità; il giornalista scoprirà così un nastro (si un nastro erano gli anni ’80) con tutte le prove ma, ormai le forze del male gli sono addosso e non fa in tempo ad esaminare le prove che si ritrova alle calcagna la security del Network 23 ed è costretto a fuggire con la sua moto. La fuga, tuttavia, durerà poco; Carter si schianta sulla barriera di uscita di un parcheggio e prima di perdere i sensi l’ultima cosa che vede è un cartello con scritto “Max Headroom 2.3m”.
Grossberg fa così portare via il corpo incoscente di Carter deciso a sapere cosa avesse scoperto; usaando una nuova tecnologia fa scansionare la mente del giornalista per riversarne i ricordi in un avatar dotato di intelligenza artificiale che appena attivo dice…Max… Max Headroom.
Grossberg ha dunque vinto la sua battaglia contro la verità, il corpo del giornalista scomodo viene portato in una banca degli organi per essere eliminato e il suo avatar, Max Headroom, è il prototipo di presentatore progammabile di Network 23. Non sempre, però, i piani dei cattivi procedono nel verso giusto: Carter viene salvato dalla sua amica Theora, Max, presa coscienza di se, scappa nella rete di computer del Network mentre Grossberg viene fermato da Carter che presenta le prove che aveva raccolto in diretta TV durante la conferenza stampa indetta per annunciare la propria morte.
Da qui partono le avventure di Edison Carter e del suo alter-ego virtuale un po’ schizzato Max Headroom.

CURIOSITA’

Nel 1987 un pirata televisivo dal nome Max Headroom fa irruzione durante un TG della rete televisiva WGN di Chicago per essere oscurato dopo pochi secondi e due ore dopo sulla rete PBS di Chicago interrompendo un episodio di Doctor Who con uno show satirico. Il pirata non è mai stato identificato.

CREDITS

Titolo Originale: “Max Headroom ”
Creato da: Annabel Jankel, Rocky Morton
Musica: Cory Lerios
Episodi: Due stagioni per 14 episodi da 60 minuti trasmessi la prima volta fra il 1987 e il 1988 dalla ABC + 1 Film TV “20 minuti nel futuro” da cui è stato rielaborato il pilot

IL CAST

Edison Carter / Max Headroom – Matt Frewer
Theora Jones – Amanda Pays
Murray – Jeffrey Tambor
Bryce Lynch – Chris Young
Blank Reg – W. Morgan Sheppard
Ben Cheviot – George Coe
Lauren – Sharon Barr
Breugel – Jere Burns
Angie Barry – Rosalind Chao
Mahler – Rick Ducommun
Gene Ashwell – Hank Garrett

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