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28 giorni dopo

Posted By on novembre 2, 2011 in cinema, science fiction | 6 comments

Un gruppo di animalisti fa irruzione in un laboratorio di ricerca per “salvare” alcune scimmie utilizzate per degli esperimenti. Agli animali è stato inoculato infatti, un agente patogeno, una  variante del virus della rabbia, per poi essere sottoposti alla visioni forzata di immagini di violenza.  Appena libere le scimmie mordono uno degli animalisti contagiandoli. 28 giorni dopo Jim, un corriere irlandese in coma dopo un incidente stradale si risveglia in una Londra inaspettata.

Questo film britannico, del 2002, un horror fantascientifico per la regia di Danny Boyle, mi era sfuggito e mi è capitato di vederlo quasi per caso. Mi aspettavo un B-Movie invece, nonostante la tematica un po’ abusata del virus “letale” e i richiami agli zombi sempre troppo sfruttati, la trama si svolge in maniera dinamica e coerente senza mai scadere, come sarebbe facile e prevedibile nel banale e riuscendo ad allontanare il senso di “già visto” che sarebbe lecito aspettarsi da una pellicola come questa; nonostante i pochi mezzi con cui è realizzato nel film, poi, c’è una grande cura della fotografia e ogni scena sembra studiata nei minimi dettagli.

“28 giorni dopo” non spicca, tuttavia, per la capacità recitativa degli attori protagonisti (Cillian Murphy e Naomie Harris) e, in particolare, quello che sarebbe stato il futuro nono Dottor Who (secondo me fra i migliori), Christopher Eccleston, qui nei panni del maggiore di una milizia scampata al virus, non ci fa una gran bella figura.

In definitiva un bel film da vedere.

6 Comments

  1. visto anni fa… senza infamia e senza lode, film da 6 diciamo. il vero mistero del film e’ come abbiano girato le scene a piccadilly circus!!

  2. Riccarda 3 novembre 2011

    Di questo film ricordo le scene girate in una londra deserta. non quartieri sconosciuti, ma Piccadilly Circus, Trafalgar Square, le Case del Parlamento….. da togliere il fiato

  3. come ho scritto la fotografia è curata davvero nei dettagli ed in effetti spesso non si capisce come abbiano fatto a girare certe scene

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