Profilo Facebook di Arcangelo Scattaglia Twitter di Arcangelo Scattaglia Profilo Linkedin di Arcangelo Scattaglia Tumblr di Arcangelo Scattaglia Pinterese di Arcangelo Scattaglia Instagram di Arcangelo Scattaglia Feed
Informativa sulla Privacy

You can believe anything you want. The universe is not obligated to keep a straight face.

Repo Men

Posted By on dicembre 1, 2011 in cinema, science fiction | 0 comments

Se compri una macchina con una Finanziaria e non paghi le rate prima o poi arriverà l’agenzia di recupero crediti che ti porterà via l’auto, se non paghi le rate del mutuo della casa, la banca, presto o tardi, te la toglierà per venderla all’asta, ma se non paghi le rate del fegato di ricambio? Siamo in un futuro non troppo troppo lontano, la medicina ha fatto passi da gigante nel campo dei trapianti e la Union commercializza i più avanzati organi sintetici, salvando la vita a tantissime persone, ma la Union non è un ente benefico, il trapianto costa caro e non tutti hanno il denaro per potersi permettere un cuore nuovo. Niente paura però, la Union ha pronta per ognuno una linea di credito personalizzata per permettere a tutti di salvarsi la vita… devi farlo per la tua famiglia, devi farlo per te… e se non puoi pagare le rate? Beh dopo tre mesi verrà qualcuno a recuperare il “tuo” organo e poco importa se questo ti serve per vivere.

Repo Men, tratto dall’omonimo romanzo di Eric Garcia, è la storia di Remy (Jude Law) un recuperatore della Union, un livello 5, addestrato per i recuperi più complessi, spietato, cinico almeno fino a quando non finisce per ritrovarsi dall’altra parte. A causa di un “incidente”, infatti, Remy si ritrova con un cuore nuovo da pagare; la sua nuova condizione, tuttavia, lo porta ad una profonda riflessione sul suo lavoro e lo convince a tradire e combattere i suoi stessi ex-compagni.

Il film, alla fine, è un action movie molto godibile e ricco di colpi di scena, per quanto, in un certo senso, annunciati, con un Jude Law che non lesina nel mostrare pettorali e addominali scolpiti. Miguel Sapochnik, alla regia, si abbandona troppo spesso a immagini splatter  non necessariamente funzionali alla storia e non approfondisce più di tanto l’aspetto “morale” di una società dove “o paghi o muori”. Ad ogni modo il film scorre piacevolmente e nemmeno ci si accorge che sono trascorse due ore.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.