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The Rings of Akhaten

The Rings of Akhaten è il settimo episodio della settima stagione di Doctor Who (2005) ed è la puntata in cui il Dottore inizia il suo viaggio con la nuova companion, Clara Oswald. Al di là delle pecche narrative dell’episodio e senza voler discutere del potentissimo tema musicale di Murray Gold,  voglio parlare del grandioso e spesso troppo sottovalutato Matt Smith e del suo monologo di questo episodio. Un arringa rivolta ad un dio silenzioso e inquietante pronto a fagocitare pianeti e galassie,  un discorso che parte lentamente in un crescendo emozionale che raggiunge una tale forza emotiva da riuscire ad avvicinare lo spettatore a quel senso di solitudine, quella sofferenza che solo una creatura immortale, un essere che ha visto nascere e morire mondi e civiltà, può provare.

youhaveitall

Vi riporto, così per il mio e il vostro piacere, il testo monologo del Dottore e un video preso da Youtube, per quanto di scarsa qualità (più o meno da 0’40”).

Oh, you like to think you’re a god. You’re not a god, you’re just a parasite, eaten out with jealousy and envy and longing for the lives of other. You feed on them, on the memory of love and loss and birth and death and joy and sorrow! So… So… Come on, then. Take mine. Take my memories. But I hope you’ve got a big appetite because I’ve lived a long life and I’ve seen a few things. I walked away from the Last Great Time War. I marked the passing of the Time Lords. I saw the birth of the universe and I watched as time ran out, moment by moment, until nothing remained. No time. No space. Just me. I walked in universes where the laws of physics were devised by the mind of a madman. I’ve watched universes freeze and creations burn. I have seen things you wouldn’t believe. I have lost things you will never understand. And I know things, secrets that must never be told and knowledge that must never be spoken. Knowledge that will make parasite gods blaze. So come on then! Take it! Take it all, baby! Have it! YOU HAVE IT ALL!

 

E siccome, in questo caso, sia l’adattamento italiano che il doppiaggio sono all’altezza della situazione eccoli qui di seguito, anche qui il video non è proprio quello originale ma rende l’idea (più o meno da 1’40”).

Oh tu ti consideri un dio. Ma tu non sei un dio, tu sei solo un parassita che si rode dalla gelosia e dall’invidia, che si impossessa della vite degli altri, tu ti nutri di loro, dei ricordi, degli amori, delle perdite, delle nascite, della morte, della gioia e del dolore, quindi forza vieni qui, prendi i miei… prendi la mia memoria. Ma spero che tu abbia parecchio appetito perché io ho vissuto una lunga vita e ho visto diverse cose.

Sono sopravvissuto all’ultima grande guerra del tempo, ho segnato la caduta dei signori del tempo, ho visto la nascita dell’universo e ho visto il tempo finire, momento dopo momento, finché non è rimasto niente, ne il tempo, ne lo spazio a parte me. Ho camminato per universi dove le leggi della fisica sono il folle delirio della mente di un povero pazzo e ho visto universi congelarsi e creazioni bruciare e cose a cui tu non potresti mai credere e ho perso cose che tu non potresti mai neanche concepire e conosco cose, segreti che vanno celati, conoscenze che non devono essere dette, conoscenze che ridurrebbero in un mucchio di cenere gli dei parassiti come te! Su andiamo allora! Prendili! Assaggia tutto amico mio, mangia! PUOI AVERE TUTTO!”

 

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