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Ucronìa.it

Veri robot giganti: Beetle

 

Oggi parliamo di robot giganti, non è una novità dite? Beh, ma oggi parliamo di veri robot giganti, nella mia passione per i mecha più volte mi sono imbattuto in Beetle, un prototipo sperimentale degli anni ’50-’60 realizzato per l’US Air Force.

 

BeetleVerso la fine degli ann’50 la Divisione Armi Speciali della U.S. Air Force  era interessata a valutare dei veicoli corazzati schermati dalle radiazioni. Ci furono tre proposte per il progetto: Beetle, Masher (un tank T-51 schermato) e Bat (sulla base di un trattore Coleman).

Nell’interessantissimo documento del 1963, oggi declassificato, dal titolo  “USAF shielded cab vehicles test and evaluation” ci sono tutte le valutazioni e le specifiche dei veicoli (sono poco più di 7Mb ma ne vale la pena). Dei tre prototipi proposti certamente il più interessante, dal punto di vista tecnico, è proprio Beetle.

Beetle è dunque  un vero e proprio mecha, progettato  fra il 1959 e il 1961, per la U.S. Air Force dalle Jared Industries con lo scopo di effettuare manutenzione sui motori della futura  generazione di bombardieri alimentati ad energia nucleare del progetto NEPA (Nuclear Energy Propulsion for Aircraft). Con la cancellazione del progetto NEPA, avvenuta agli inizi degli anni ’60, però, Beetle venne riconvertito per la bonifica dei detriti derivanti da esplosioni nucleari.

 

L’unico prototipo funzionante del progetto Beetle, che fu sviluppato a partire da un carro armato M42 Duster (i cingoli e la parte inferiore), aveva dimensioni imponenti: era lungo circa 7 metri largo 4 e alto 3 (anche se poteva sollevare la cabina di comando e le braccia meccaniche fino a 9 metri grazie a 4 pistoni idraulici). Beetle era dotato di manipolatori sensibilissimi in grado di effettuare le operazioni di manutenzione sui delicati motori atomici del progetto NEPA ma anche di tirare fuori un uovo dal cartone, come dimostrato in un’esibizione in pubblico nel 1962.

Lo scafo del mecha era, ovviamente,  progettato per proteggere il pilota dalle radiazioni atomiche grazie ad una corazza di acciaio di 2,5cm e un’intercapedine di piombo spessa oltre 30cm che rivestivano un abitacolo angusto ma confortevole, dotato di aria condizionata e TV per l’operatore che doveva lavorare in condizioni estreme anche per diverse ore.

 

AbitacoloBeetle, che era spinto da un motore da 500cv in grado di muovere le sue 77 tonnellate fino a 12 km/h, non entrò mai in servizio sia per le mutate condizioni politiche sia per le difficoltà a trasportare in giro per il mondo un mostro gigante ma delicatissimo, dai costi di esercizio elevatissimi e che, già nei test e nelle dimostrazioni, si era dimostrato tutt’altro che affidabile.

 

Oggi per le attività di bonifica di siti nucleari si utilizzano robot molto più piccoli, teleguidati e spesso dotati di intelligenza a bordo; nonostante le sue pecche, però, Beetle  resta, tutt’ora, un capolavoro della tecnica oltre che un affascinante reperto tecnologico di cui sembra si siano perse le tracce. L’U.S. Air Force è molto restia a dare informazioni e nessuno sa in quale sperduto magazzino il povero Beetle sia stato abbandonato ad arrugginire.

 

A questo punto non mi resta che  lasciarvi con una mini-gallery delle immagini della dimostrazione del Beetle pubblicate su  LIFE Magazine del maggio 1962.

 

 

 

Shutdown della NASA

L’altro giorno,  vado sul sito della NASA, come faccio ogni tanto, questa volta per leggere le ultime novità sul lancio della sonda MAVEN in direzione Marte, e quasi mi prende un colpo quando mi ritrovo di fronte a questa schermata.

 

Notice

 

Dopo una sequela mentale di bestemmie indirizzate a tutti i politici italiani e stranieri oltre che agli dei di tutte le religioni (che male non fa) e dopo essermi maledetto per non aver scaricato tutto lo scaricabile (la parte multimediale del portale della NASA è strepitosa) cerco di capire cosa diavolo sia successo.

 

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Marie-Claude Bourbonnais

mcMarie-Claude Bourbonnais nasce a Sainte-Anne-de-la-Pocatière, nel Quebec, il 15 ottobre 1979 e inizia a lavorare come stilista e costumista prima di intraprendere la carriera di modella, posando nel 2009 per il calendario Dream Team sponsorizzato dalla Quebec RadioX, di cui poi è stata spesso ospite, e dalla birra Molson Expert. Sempre nel 2008 MC posa per la campagna pubblicitaria di “New York Fries” una catena di fast food canadese. La carriera di Marie-Claude continua con i suoi servizi fotografici per diversi magazine fra cui People e Toronto Sun. Successivamente ha anche posato per Polymorphe la più importante marca di abbigliamento in latex nel mondo, fino al 2010 quando fonda una sua agenzia.

 

A rendere famosa MC Bourbonnais in tutto il mondo sono stati i suoi meravigliosi cosplay, da Frost di Mortal Combat, per il PlayStation Official Magazine, a Susan Storm dei Fantastici 4 passando per Vampirella e Yoko di Gurren Lagann… no, in effetti quella è la seconda cosa che l’ha resa famosa dopo la le sue misure di cm 96,5 – 63 – 92,5 per una splendida bionda dagli occhi verdi di 1,70m per 57kg  ;-P

 

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Quantum Leap

Quantum Leap, conosciuto in Italia col titolo In viaggio nel Tempo è   una serie televisiva a sfondo fantascientifico del 1989, prodotta in cinque stagioni  dalla  NBC e creata da Donald P. Bellisario. La serie rivisita il classico concetto di viaggio temporale basato su un artefatto tecnologico in grado di trasportare un essere umano avanti e indietro nel tempo, facendo uso dell’originale espediente  del salto apparentemente casuale della coscienza nell’arco temporale della vita del crononauta, utilizzando questo pretesto per sviluppare delle trame non necessariamente legate alla SF e ponendo spesso lo  spettatore di fronte a divertenti paradossi.

 

Quantum LeapQuantum Leap narra le vicende del Dottor Samuel Beckett (un giovane Scott Bakula) la cui coscienza  salta indietro nel tempo, fino al giorno della sua nascita,  entrando nel corpo di una persona vivente all’epoca del salto con lo scopo di “sistemare le cose”, di ripristinare cioè il corso della storia secondo una linea prestabilita da un’Entità Superiore che a tutti gli effetti possiamo considerare Dio.

 

Questa peculiare abilità del Dottor Beckett non nasce per caso ma è il risultato di  un esperimento per tentare il viaggio nel tempo che Beckett, fisico quantistico(oltre che medico, esperto di arti marziali e tante altre cose) stava portando avanti, prima del taglio ai finanziamenti,  grazie al supporto di un acceleratore di particelle e di un super computer, Ziggy, progettato per essere in grado di determinare le coordinate spazio-temporali con cui effettuare il salto.

 

 

Nei suoi viaggi Sam è accompagnato dall’ammiraglio Albert “Al” Calavicci (Dean Stockwell), che dovrebbe fare gli interessi dei militari nell’ambito del progetto Quantum Leap e che, attraverso la Camera delle Immagini,  può manifestarsi accanto a Sam esclusivamente in una forma olografica visibile solo allo scienziato (oltre che ad animali e bambini piccoli).

 

Il telefilm ripercorre, passando per la vita di Sam Backett,  gran parte degli avvenimenti più importanti del dopoguerra, dall’abbattimento dell’U2 fino all’assassinio di Kennedy e il povero Sam si trova a saltare spesso nel corpo di donne, di bambini o in quello di persone affetti da vari problemi psico-motori fino a saltare nel suo stesso corpo da piccolo;  la coscienza della persona sostituita, invece,  viene trasferita nel futuro, nel corpo dello scienziato in isolamento nella “Sala d’Attesa”  in una  base militare segreta. Durante i suoi salti Sam finirà anche  per scontrarsi con le sua nemesi malvagie,  Alia e Zoey, viaggiatrici nel tempo, come lui, ma governate da un’Entità malvagia, una sorta di Satana.

 

Il telefilm nonostante alcune ingenuità di fondo rimane tutt’ora abbastanza godibile e se non l’avete visto vi invito a recuperarlo.

 

Vento di Cambiamento – Marina Belli

Siamo nel marzo 1849 e mentre l’esercito sabaudo. sconfitto dagli austriaci. si rifugia a Novara. il Generale Alessandro La Marmora si trova a dover  affrontare una nuova fantastica avventura che lo porterà fuori dal campo di battaglia per contrastare l’oscurità e nuove minacce soprannaturali.

 

Vento di Cambiamento

In questa storia, riassunta in un romanzo breve dalla bravissima Marina Belli,  il Generale La Marmora viene affiancato da un misterioso personaggio, Biscior, che fra conoscenze soprannaturali, misteriose alchimie e incredibili pozioni. guiderà un sempre più incredulo La Marmora in una lotta senza quartiere contro i lazzari, i Loup Garou fino allo scontro epico con una Dea, la diva Silica, che verrà sconfitta ad un prezzo altissimo.

 

Vento di Cambiamento è ambientato quasi tutto nel novarese, dove vive l’autrice, Marina Belli, che ha utilizzato la Battaglia di Novara come spunto per una storia horror/fantasy ambientata nel Risorgimento italiano. Il romanzo scorre velocissimo e ci si trova in breve tempo di fronte ad un finale che sembra quasi il prologo di nuove storie di più ampio respiro.

Menzione particolare per la scena dell’apparizione della diva Silica, che lascia davvero senza fiato.

 

Vento di Cambiamento fa parte del progetto di scrittura collettivaRisorgimento di Tenebra ambientato in Italia, durante l’epopea risorgimentale, contaminata però da elementi horror e fantastici (vampiri, zombie, negromanti e affini).

 

Non perdetevi dunque questa eccellente opera di Marina Belli disponibile su Amazon.it, per Kindle, al prezzo di un caffè.

 

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