• g+
  • Tumblr
  • Youtube
  • Linkedin
  • Instagram
  • About.me
  • Ucronìa.it Feed
Ucronìa.it

Tranquillità

Estate, caldo tropicale, afa, costumi da bagno…
Strano periodo quello in cui gli stessi che parlano del caro euro affermano che ci sono le code in autostrada mentre tutti quanti vanno in giro con le pinne, il fucile e gli occhiali a farsi centinaia di chilometri fino al litorale meno inquinato più vicino che tanto conviene più che prendere un gelato.

L’abitudine pero’ vale più della realtà, il mondo si ferma senza motivo alcuno, la gente rallenta e in ricordo di tempi andati chiudono i negozi ma le città sono piene, tanto ci sono gli ipermercati anche la domenica e ci si consola con la sagra del cazzabbubbolo in provincia che poi i ristoratori con la margherita a sei euro si incazzano per la concorrenza sleale.

Come cambia in fretta il mondo.

Era forse meglio il dentista

…no così tanto per dire…

Mi alzo al mattino con una nuova Illusione,
prendo il 109 per la Rivoluzione,
e sono soddisfatto Un poco saggio un poco matto
Penso che fra vent’anni finiranno i miei affanni
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po’
e mi accorgo che son solo,
in fondo è bella però è la mia età e io ci sto

Si dice che in America tutto è Ricco tutto è nuovo,
puoi salire In teleferica
su un grattacielo e farti un uovo,
io cerco il rock’n’Roll al bar e nei metrò,
cerco una bandiera diversa senza sangue sempre tersa
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po’
e mi accorgo che son solo,
In fondo è bello però, è il mio Paese e io ci sto

Mi dicono alla radio statti calmo statti buono
non esser scalmanato stai tranquillo e fatti uomo
ma io con la mia guerra voglio andare ancora avanti,
e costi quel che costi la vincerò non ci son santi
Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po’
e mi accorgo che son solo,
ma in fondo è bella però è la mia guerra e io ci sto

cerco una donna che sia la meglio
che mi sorrida al mio risveglio
e che sia bella come il sole d’agosto
intelligente si sa
ma in fondo è bella però è la mia donna e io ci sto

Riflessioni politiche nella prima domenica d’estate

Per la prima volta dopo anni gli invasi della Puglia sono stracolmi di acqua; c’e’ stata tanta pioggia quest’anno che i raccolti di ciliege sono andati irrimediabilmente perduti… maledetti luoghi comuni…

Comunque questo e’ il primo week end veramente caldo della stagione e non posso andare al mare perche’ devo andare a votare. A dire il vero avevo cercato di dimenticarmene evitando accuratamente la TV e mettendo i paraocchi per non vedere le migliaia di manifesti che hanno deturpato le città, ma proprio oggi mi è arrivato un sms che mi ricorda come e quando votare. A questo punto che altro mi resta da fare, se non rinunciare alla sabbia nera del mare di Zapponeta, per evitare di sentirmi in colpa… Mi tocca, dunque, decidere chi votare. Non e’ che io non abbia le idee chiare sono loro che non le rappresetano se non in maniera frammentaria; per ora ho solo deciso per chi non votare. In realtà il vero problema è il sistema elettorale, l’ho sempre detto che e’ meglio il proporzionale, destra-sinistra, mare-montagna, cerne-pesce… così mi sembra limitante; pare però che questo non sia un problema per molti, e un po’ come il calcio uno contro uno e due tifoserie che si fronteggiano, da una parte tutti amici dall’altra solo nemici. In fondo, forse, è meglio così; è un modo come un altro per scaricare le tensioni in un paese democratico quanto basta da garantire l’alternanza… o almeno così e’ sempre stato.

Il Matrimonio

Il Matrimonio
pensieri, Rocco e Capossela

Pomeriggio di un sabato… ascoltavo Capossela e cazzeggiavo su internet pigramente alla ricerca di non so bene cosa, squilla il cellulare e già penso \”chi cazzo è?\”, no perchè ultimamente mai che squilli per portare buone notizie, prima o poi dovro cambiarlo… ma dicevo squilla l’oggetto infernale e diligentemente io rispondo. E’ Rocco, bene, mi fa piacere sentire Rocco, lui è sempre di buon umore, come faccia non lo so però almeno ti risolleva la giornata. Parliamo del più e del meno case, compromessi, arredamento, rogito, poi mi fa – io ti avevo chiamato anche per chiederti una cosa… – e io penso che sta già per coinvolgermi in qualcuna di quelle sue follie che lo rendono tanto simpatico ma che alla fine rimangono sempre delle stronzate e, quel che è peggio, penso che non saprò dirgli di no. Dopo un po’, mi fa, mi mandi una tua foto, naturalmente io gli dico di no, ma sia lui che io sappiamo che non lo dico seriamente; naturalmente gli chiedo a che gli serva (sembra un copione già scritto) e lui – sto facendo un sito internet per il mio matrimonio e devo mettere la tua scheda nella sezione testimoni -. Ora a parte il fatto che io, comunque vada mi dissocio; mi dissocio dal matrimonio, dal sito internet e sopratutto dai testimoni al punto che se me lo chiederanno io dirò che non c’ero e che se anche ci fossi stato non avrei notato certamente nulla, dicevo a parte il fatto che mi dissocio, questa chiacchierata ha scatenato una serie di riflessioni.

Pare che nei prossimi mesi anche io dovrei sposarmi o almeno dovrò decidermi a decidere di farlo e non posso fare a meno, a questo punto, di chiedermi perché uno dovrebbe sposarsi. Alcuni direbbero, ma se non lo sai vuol dire che non devi sposarti, eh già li sento i benpensanti. La risposta, in realtà, è banale quanto scontata, uno si sposa per suggellare un’unione di fronte alla società (fore l’ho letto in un testo di educazione civica…) o comunque si sposa per suggellare un’unione davanti a dio (…o era il catechismo), il problema è che io non mi sto chiedendo perchè ci si sposa ma perchè ci si sposa; eh si, ci sono \”sposa\” e \”sposa\”. Il matrimonio non è, infatti, solo quella cosa che due persone decidono di formalizzare la propria unione (che già sarebbe una gran palla) ma anche e sopratutto quella serie di azioni sconce e atteggiamenti stupidi che cominciano salendo su un’auto di lusso presa a nolo e terminano con la consegna delle \”bomboniere\” che perdendo la loro connotazione originaria (qualunque essa sia stata) sono diventati degli oggetti di tale cattivo gusto da rendere il giorno del matrimonio davvero indimenticabile.

Si ritorna, dunque, alla domanda originaria, perchè una persona mediamete sana di mente dovrebbe sposarsi? Qui le risposte si sprecano. Si decide di sottoporsi a cotale umiliazione in parte per tradizione, una sorta di iniziazione di carattere tribale ma sopratutto lo si fa per i parenti, la mamma in particolare che vuole vederti \”sistemato/a\” e poi comunque i matrimoni sono in calo, c’é sempre più d’uno che \”per fortuna o purtroppo ci tiene alla faccia…\”

Un week-end come tanti

Stanco dopo una settimana a parlare con qualcosa che non ragione ma capisce, più o meno, ciò che gli scrivo eccomi qui ancora a scrivere questa volta per rilassarmi un po’ fregandome alla fine di essere capito. Non so dove andrò a parare alla fine di questo testo, ho la TV accesa e guardo il concerto del primo maggio in versione politically correct; mi viene in mente che fra poco è il mio compleanno ma non ci voglio pensare e mi ascolto Andrea Mirò che nonostante il nome e una donna, pure carina(vabbè i gusti so’ gusti), che canta il Nano di De Andrè il che è quantomeno singolare ma comunque interessante. Ora canta Ruggieri e la cosa mi interessa un po’ meno e quindi continuo a scrivere.
Ma veniamo a ciò di cui volevo parlare prima di ricominciare con le divagazioni.
Preso da una voglia di conformismo mista a una buona dose di buonsenso decido un bel giorno di comprare casa. Guardo in giro per i mutui e mi rendo conto che tutto sommato l’idea di comprare casa non è poi così peregina visto l’affitto… allora vado in giro a cercare casa, beh mi potrò permettere che so una casa normale, un tre vani in periferia di una città del Sud… e finalmente scopro che la gente è letteralmente impazzita(in realtà non lo scopro ora). Le cifre richieste sono da capogiro ma non è questo, ovviamente, il punto. Infatti quello che mi chiedo non è tanto cosa farò io, dato che, come sempre, farò quello che mi pare, ma come diavolo fanno gli altri. Si perche’ se da un lato le cifre sono assurde, la richiesta, almeno dal trattamento riservatomi dalle varie agenzie immobiliari, non sembra essere bassa. Poi mi guardo intorno e vedo conoscenti più o meno disoccupati che comprano una villa di tre piani e non mi chiedo come facciano perchè lo so e la cosa non mi piace. Niente di male per carità, ma ho l’impressione che stiamo vivendo, chi più chi meno, in un sistema economico che si autoalimenta cannibalizzandosi (un po’ come la TV degli ultimi anni, ma questa è un’altra storia) e temo che la cosa non potrà durare a lungo… Vabbe’ vado a fare qualche altra telefonata.

Archivi



I più letti