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Ucronìa.it

Pasta Puttana

Pasta PuttanaOggi, girovagando nel web in cerca di immagini, mi sono imbattuto, niente meno, che in “Pasta Puttana“, no, non è un nuovo tipo di bestemmia ma solo il marchio di un’azienda che produce pasta fresca a Chicago, sì in Illinois si produce pasta fresca! Ora, molti di voi si chiederanno cosa stessi cercando per trovare proprio “Pasta Puttana”, beh molto banalmente, ero alla ricerca di immagini di “gravure idol”, modelle giapponesi che posano, solitamente in bikini, per riviste maschili, da pubblicare nella pagina Facebook di Ucronìa.it. Come io mi sia imbattuto nelle immagini di “Pasta Puttana” non è del tutto chiaro ma è stata una scoperta interessante e probabilmente anche un segno del destino.

 

Uno si aspetterebbe che il marchio “Pasta Puttana” sia frutto di una gaffe, magari un italo-americano che voleva richiamare il termine “pasta alla puttanesca” ma che non conoscendo bene la lingua… invece no, cito dal sito ufficiale dell’azienda.

 

Puttana (n. whore). Pasta Whore.

Puttana was my first Italian word. As I recall, my Sicilian-American grandfather and father would cook on Sundays and, in their own game of catch, toss Italian words- puttana being a favorite – back and forth. I’d watch in awe as language, love, tomatoes, and garlic flew, and later emerged, transformed, as the best meals of my memory.

 

A questo punto non mi resta altro da fare che provare profondissima stima per la proprietaria dell’azienda, che sul sito si firma “Jessica Volpe, Head Puttana”, e a questo punto, sperando che facciano spedizioni internazionali, per il Natale 2014  regalerò a tutti i miei parenti e amici un bel pacco di “Pasta Puttana“, Fuck Yeah!

 

Ancora una volta… my respect to Jessica Volpe for helping to disseminate the myth of pasta in the world. Thank You.

Allunaggio Chang’e 3

Fra il 1958 e il 1959, in piena Guerra Fredda, inizia la corsa alla Luna coi primi successi sovietici e delle sonde Luna 2 e Luna 3 fra settembre e ottobre 1959. Gli Stati Uniti trovatisi a rincorrere nello spazio l’Unione Sovietica, già dopo il lancio dello Sputnik, rispondono nel 1958 con le sonde Pioneer e successivamente con le Ranger ottenendo i primi riscontri solo nel 1965 con le prime foto della Luna a distanza ravvicinata. Intanto Luna 9 dell’URSS, nel gennaio 1966, effettuava il primo allunaggio morbido, obiettivo ripetuto dagli USA pochi mesi dopo con la sonda Surveyor 1, aprendo in questo modo la strada per il trionfo dell’Apollo 11 che il 20 luglio del 1969 portò il primo uomo sulla Luna, seguito da altri cinque sbarchi e 12 essere umani scesi sulla superficie del satellite.  La corsa alla Luna si chiuderà nel 1976 con l’ultimo allunaggio della missione sovietica Luna 24, fino ad oggi.

Lancio

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Corazzata Spaziale Mussolini di Davide Tarò

Davide Tarò è l’autore dell’ormai famoso “EMINA OrfaniRoboT“, edito da 001 Edizioni,  la storia di Natamele Tandro uno dei tanti trentenni senza futuro in questa Italia senza prospettive  che, ad un certo punto, da precario cronico si ritrova, chiamato dalla EMINA, una multinazionale con sede a Torino, a pilotare un Simulacron una sorta di robot gigante. Da qui fra richiami agli anime degli anni ’70 e sanguinosi combattimenti prende il via una storia che si dipana fra intrighi e segreti.

Corazzata Spaziale Mussolini

A distanza di poco più di un anno, a gennaio del 2014, sempre dalla penna di Davide Tarò verrà pubblicato, la Società Editrice La Torre un nuovo racconto: “Corazzata Spaziale Mussolini“. I richiami alla saga di Captain Harlock sono più che evidenti per quello che lo stesso autore presenta come un nuovo esperimento di animeucronia in cui i personaggi, le astronavi e la tecnologia si muovono e funzionano con un preciso scopo e sono figli di una storia risorgimentale “realmente” accaduta e quasi identica alla nostra, di una storia degli anni Venti del secolo XX che arriva spietata (e segreta) fino all’esplosione delle bombe atomiche sul Giappone nel 1945.

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I Mecha di Napoleone III

I Mecha di Napoleone IIIAvevamo lasciato il Regno d’Italia e i Robot di La Marmora combattere i mostri creati dall’ingegneria genetica dei Nekton, esponenti di una potente razza aliena esiliati sul Pianeta Terra a seguito di un incidente della loro nave madre, e avevamo assistito impotenti all’eroico sacrificio del Capitano Goffredo Gambara e del suo Gigante Alteo per salvare il mondo dalla brama di conquista dei Nekton del Gene Sovrano, alleati con gli Asburgo. Il nuovo romanzo di Alessandro Girola ci catapulta nel 1871 nella Francia, di Napoleone III, sul fronte della Lorena, dove gli invincibili Titani, derivati dai Giganti italiani ma più grandi e potenti devono fronteggiare il Terrasque, il più pericoloso abominio creato dai Nekton per gli Asburgo, un mostro alto più di 60 metri creato per distruggere le difese della Francia.

 

La guerra non volge per il meglio per gli alleati italo-francesi, i Giganti e i Titani riescono a tenere testa agli abomini Nekton ma i costi per la loro costruzione sono proibitivi e le risorse tecnologiche nelle mani degli alleati alieni dell’Italia, i Nekton della Meccanica Evolutiva, sono irrisorie rispetto a quelle della fazione del Gene Sovrano.

 

Per poter riequilibrare le sorti del conflitto l’unica soluzione sembra essere quella di distruggere la nave madre Nekton e gli unici in grado di poter raggiungere l’obiettivo sono gli uomini del Secondo Plotone di Giganti a cui si aggiunge il tenente francese Lene Lie, alla guida del Gigante Tifone.

 

Mentre la missione quasi suicida del Secondo Plotone procede fra mille difficoltà il Terrasque e gli altri abomini creati dai Nekton stanno attaccando il fronte francese e solo il coraggio e il valore dei piloti dei Titani e, in particolare, del Conte  Antoine De Leur, miliardario, playboy, filant….beh sì una specie di Tony Stark risorgimentale e certamente il personaggio più simpatico e meglio caratterizzato del romanzo, riescono a contenere gli assalti degli asburgo.

 

Alessandro Girola in questo “I Mecha di Napoleone III” supera se stesso con un romanzo ucronico-steampunk che lascia il lettore senza fiato per tutta la lettura, sembra quasi un videogioco, non si fa in tempo ad esaurire un livello che arriva un mostro più pericoloso e cattivo del precedente. I dialoghi, poi, sono estremamente serrati e meravigliosamente strutturati, spesso divertenti e sempre adeguati al contesto narrativo. Durante i combattimenti, infine, sembra quasi di essere nell’abitacolo del mecha di sentire gli urti, i suoni e gli odori del combattimento contro gli abomini… Go Nagai non ha mai pensato alla puzza dei suoi mostri meccanici,no.

 

I Mecha di Napoleone III è un ottimo esempio di come, nonostante tutto, la letteratura fantastica sia viva e vitale, anche in questo sfortunato paese dove al successo editoriale del comico del momento o del calciatore miliardario fa da contraltare il vuoto televisivo di trasmissioni ridicole come Masterpiece, un paese dove ai salotti radical chic dei lettori dell’ultimo saggio di Bruno Vespa si contrappongono scrittori come Alessandro Girola che combattono con le unghie e con i denti per ridare una dignità alla letteratura fantastica.

 

Che altro dire di questo romanzo se non di comprarlo, lo trovate nel Kindle Store a soli € 2,68, fatevi un piccolo regalo di Natale, non ve ne pentirete.

 

Primeval

Primeval è una serie TV britannica prodotta da Impossible Pictures in cinque stagioni e trasmessa nel Regno Unito sul canale ITV dal 2007 al 2011; in Italia la serie è stata trasmessa a più riprese da Jimmy, Rai 2 e Rai4.

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LA STORIA

 

Siamo nel nord dell’Inghilterra, nella Foresta di Dean, e un’enorme creatura sta terrorizzando gli abitanti del luogo. Un giovane studente appassionato di dinosauri, Connor Temple(Andrew Lee Potts), convince il suo professore Nick Cutter(Douglas Henshall), uno scienziato zoologo evoluzionista ed esperto paleontologo, ad indagare  insieme a Stephen Hart(James Murray). I tre, recatisi sul posto, scoprono che il responsabile delle “apparizioni” è niente meno che un gorgonops, un feroce rettile carnivoro vissuto fra 255-250 milioni di anni fa, alla fine del periodo Permiano, e approdato nell’Inghilterra del XXI secolo attraverso un’anomalia spazio-temporale. Casualmente, alla caccia del dinosauro, si aggiunge la zoologa Abby Maitland (Hannah Spearritt),esperta di rettili per uno zoo dei dintorni.

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