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Ucronìa.it

M5S

Responsabilità

chi vota oggi...

Sei mesi fa, più o meno, in concomitanza con le elezioni politiche scrivevo “Chi vota Grillo oggi non venga poi a rompere il cazzo fra sei mesi“, sono passati sei mesi ed eccoci qui in una situazione peggiore di quella in cui ci aveva lasciato il Governo Monti ed eccoli qui i soliti mentecatti a cianciare di ingiustizie sociali e di inciuci.

 

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Delle donne, dell’onore e della redenzione

Oggi mi trovo a difendere niente meno che Mara Carfagna, oggi portavoce del PdL alla Camera e fino a poco tempo fa Ministro delle Pari Opportunità nel Governo Berlusconi, mi trovo a difenderla, in particolare, da questa dichiarazione:

“La Carfagna (si, la Carfagna)….ha appena letto, dinanzi ad un’Aula vuota, eccetto noi del 5 Stelle, una relazione sulla violenza sulle donne in cui incitava, tra l’altro, la tv a non strumentalizzare il corpo femminile nelle trasmissioni…..ma è quella stessa Carfagna????? Sarà per questo che le sue colleghe pdelline sono tutte assenti??? Per non assistere a questa pagliacciata???”.

fatta da una deputata del M5S che, fra tutti i punti interrogativi, sottindende una certa ipocrisia nell’atteggiamento della deputata PdL che dopo aver iniziato a lavorare mostrando il suo corpo in TV e su un calendario oggi arringa contro la strumentalizzazione del corpo femminile.

 

NAPOLI: IL MINISTRO CARFAGNA IN VISITA NEGLI UFFICI MSC CROCIEREOra se fosse stata Rosy Bindi a relazionare in merito alla ratifica del Trattato di Oslo, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, ma siccome Mara Carfagna è oggettivamente molto bella, ha un passato da soubrette e ha avuto una carriera politica, secondo alcuni, legata a un amicizia molto stretta con Silvio Berlusconi (anche se a me non sembra il suo tipo) lei sarebbe marchiata a vita e non avrebbe più il diritto di parlare di nulla di diverso da creme da corpo e calendari sexy.

 

Eppure durante l’ultimo governo Berlusconi, come ministro non è stata la peggiore. A lei si deve una delle poche leggi decenti emanate con quell’esecutivo, quella sullo stalking e, a dirla tutta, è stata sicuramente uno dei maggiori grattacapi per il vecchio Silvio, sarà stato anche per la sua relazione sentimentale con Italo Bocchino[1] che, dicono le malelingue, le facesse anche da ghost witer. Resta il fatto che giudicare una donna per il suo passato o per il suo corpo non mi sembra un atteggiamento particolarmente scaltro, in particolare quando è molto più facile criticare quello che dice di chi lo dice.

 

E’ vero, ognuno di noi è quello che ha costruito e porta con se la propria storia e la propria reputazione ma se nemmeno a questi livelli una donna riesce ad affrancarsi dal proprio passato[2] come facciamo a meravigliarci quando una ragazzina decide di suicidarsi perché qualche imbecille ne ha pubblicato un filmato “compromettente” su qualche social network?

Una biondina sta guidando dietro un camion. Al semaforo scende va dall’autista e gli dice “buongiorno scusi il suo camion perde la merce”, il camionista fa finta di niente e riparte. Al secondo semaforo la biondina scende e dice “buongiorno scusi il suo camion perde la merce” il camionista non ci bada e riparte. La scena si ripete per altri tre semafori.. al quarto il camionista si stufa e le fa “buongiorno signorina mi chiamo Franco, siamo in inverno e questo è uno SPARGISALE!!”

 

[1] no, non è un gioco di parole

[2] che poi mica ha ammazzato nessuno, eh!

La Mentalità dell’Alveare

alveareL’altro giorno “sfogliandoIl Post mi sono imbattuto nell’anteprima del primo capitolo di questo romanzo, “La Mentalità dell’Alveare“, scritto da Vincenzo Latronico, un ragazzo nemmeno trentenne, ed edito per Bompiani. Il libro descrive un’Italia alternativa, dove al governo del paese c’è un nuovo partito, la Rete dei Volenterosi, dichiaratamente ispirato al Movimento 5 Stelle e ce ne mostra gli effetti e alcune incoerenze attraverso l’intreccio con la vita sentimentale di due attivisti della Rete, Leonardo e Camilla Nigri.

La giovane età dell’autore, la trama, la lettura del primo capitolo e, sopratutto, il prezzo in offerta lancio per l’ebook (0,99 cent contro i 4,99 attuali), mi hanno spinto all’acquisto di questo pamphlet, come lo definisce Latronico, che in realtà non calca più di tanto la mano sulle contraddizioni interne del Movimento 5 Stelle, come avrebbe dovuto e potuto fare, anche se aiuta a una sana riflessione sul concetto, sempre più abusato, di democrazia diretta.

 

L’Italia, dunque, è governata dalla Rete dei Volenterosi fondata di Pino Calabrò (Beppe Grillo), ex anchorman televisivo che si era occupato dei diritti dei consumatori prima di essere cacciato dalla TV ed essere relegato ad un blog su internet. D qui comincia l’ascesa dell’RdV, da movimento di protesta a primo partito del paese. La RdV ricalca il programma del M5S a partire dai rimborsi della politica, passando per l’impignorabilità della prima casa fino al vincolo di due mandati e a tutte le altre sciocchezze populiste.  Leonardo e Camilla sono due attivisti RdV, con un passato di militanti di sinistra, che si sono incontrati all’università e si sono sposati lottando con la Crisi e coi pochi soldi in tasca.

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Vox Populi di Alessandro Girola

«Lei ci disprezza», replicò Natalie, senza voltarsi. «Non capirà mai quanto bene abbiamo cercato di fare per il paese.»

«Le strade per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni….

 

Copertina di Vox PopuliVox Populi è un breve racconto fantapolitico di Alessandro Girola che prende spunto dall’attuale situazione italiana per disegnare una possibile futura Terza Repubblica. Il nuovo ordine  nasce dalle ceneri dei partiti tradizionali per essere governato dal partito unico del Network eattraverso una  falsa democrazia diretta.

 

Siamo in un’Italia che sta vivendo una fase acuta di povertà in attesa della rinascita profetizzata dall’ideologo del Movimento Jacopo Ferraris;  il guru e i suoi seguaci sono riusciti a scardinare la politica antica, sostituendo le figure di governo tradizionali con un ex attore farlocco prima e un Primo Cittadino fantoccio poi, eletti attraverso la democrazia diretta di un Network pilotato dalla propaganda di partito e addomesticato da una violenta forma di censura.

 

Vox Populi ci mostra i rischi di un movimento populista che riesca ad assumere il potere all’interno di un sistema dominato da un’immensa quantità di informazioni; informazioni che possono, però, essere usate, strumentalizzate e indirizzate per ottenere un controllo quasi assoluto all’interno di una realtà virtuale totalmente distaccata da quella materiale della gente che vive di stenti in una società distopica che  ha assurto a verità quella rivelata dall’identità elettronica dall’avatar controllabile nel Network.

 

In questi giorni si è nuovamente riaperto il dibattito sul controllo di internet e in generale sulle piattaforme telematiche anche grazie alle affermazioni del Presidente della Camera a seguito di alcune vicende che l’hanno coinvolta personalmente.

Io sono su internet da prima del Web, l’ho vista crescere, cambiare, trasformarsi e sono sempre stato contrario a qualunque forma di controllo, ma quando penso al proliferare di teorie complottiste, dai poveracci che credono davvero alle cazzate sulle scie chimiche, agli ignoranti che sbavano dietro alle sciocchezze sul signoraggio, quando mi rendo conto che per giorni Laura Boldrini è stata oggetto di un meme denigratorio che la vedeva completamente nuda passeggiare in spiaggia solo perché qualche imbecille ha fatto circolare una foto a caso presa da un sito di nudisti, comincio a chiedermi a quali rischi si possa andare in contro.

 

Se la gente è disposta a credere qualunque cosa parli alla pancia, se le persone non sono disposte ad accostarsi ad uno strumento libero in maniera critica, se mancano gli strumenti intellettuali per riuscire a distinguere il vero dal verosimile, se ormai l’umanità ha deciso di gettare il cervello all’ammasso, probabilmente è vero che le leggi attuali sono inadeguate. Se un insulto, infatti, può essere punito anche se avviene per via telematica, una cazzata verosimile che in real life ci metterebbe una vita a diffondersi nel magico mondo dei Social Network diventa, in pochi minuti, un meme virale capace di diffondersi per sempre. E’ proprio questo che ha capito bene Jacopo Ferraris e che ha decretato il successo della Terza Repubblica del Network. E’ questo che ha portato l’Italia di Vox Populi ad un futuro di fame e di emarginazione.

 

Non vi svelerò altro sul racconto ma vi invito a scaricarlo gratuitamente dal sito dell’autore in formato Mobi ed ePub[1], ma sopratutto vi invito a leggerlo e a diffonderlo, non si sa mai che qualcuno in più cominci ad osservare la realtà con spirito critico.

 

[1] Per chi non possiede un eReader, oltre al consiglio di farselo regalare per la prossima festività e scoprire di non poter più vivere senza, lascio il link di un lettore di ePub per Windows

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