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Il Chopscan e i Talebani

Era giunto il giorno, il Chopscan era stato posizionato nella Biblioteca del Congresso pronto per essere inizializzato.  La macchina era protetta da un battaglione di Marines in assetto di guerra per via delle minacce dei gruppi fondamentalisti della carta. Il Chopscan, fra pochi minuti avrebbe cominciato a inghiottire ad uno ad uno i milioni di volumi per digerirne il contenuto nel più grosso database del sapere mondiale condiviso. Fra pochi minuti quella carta ingiallita, quell’inchiostro sbiadito dal tempo si sarebbe trasformato in bit e in quella cellulosa, sempre più indispensabile per i bio-processori e sempre più introvabile per via della deforestazione. Fra pochi istanti, quel profumo di carta, quel richiamo nostalgico sarebbe andato in contro al suo inesorabile processo di distruzione, l’inizializzazione del Chopscan avrebbe segnato la fine dell’ultima raccolta di volumi cartacei presente sul pianeta: dovevamo fermarli.

A nulla erano valsi gli appelli accorati, le campagne di sensibilizzazione; non erano servite a niente le raccolte di firme e gli incontri politici, la cellulosa della carta era troppo preziosa per essere sporcata dall’inchiostro e raccolta in quei volumi rilegati tanto scomodi quanto affascinanti, ormai era deciso, anche i trecento milioni di libri della Biblioteca del Congresso, fino ad oggi, preservati dall’UNESCO sarebbero stati distrutti: non potevamo permetterlo.

Non avevamo la forza di affrontare i marines, dovevamo trovare un’altra soluzione ed eravamo pronti a tutto, eravamo anche disposti a farci esplodere, come moderni kamikaze imboccati dalla propaganda talebana, pur di salvare quel sapore di nostalgia, per salvare il mondo della cultura da se stesso. Avevamo previsto tutto e tutto era stato pianificato nei minimi dettagli, non restava che aspettare l’esplosione che avrebbe fermato il Chopscan, almeno per un po’. Io ero lì, fra i giornalisti convocati per la conferenza stampa successiva all’inizializzazione della macchina…

5… sulla mia faccia si era stampato un sorriso

4… adesso dovremo trovare il modo di proteggere la biblioteca per il futuro

3… spero che non riusciranno a collegarmi all’esplosione

2… il mondo ce ne sarà grato, un giorno

1… ci sarà almeno una vergine in paradiso per chi salva un libro

uno scaffale di libri alle spalle del Chopscan esplode, pezzi di legno e brandelli di carta volano nella sala, una scheggia di legno mi colpisce alla mano, fa male mi guardo attorno, i marines cercano di mantenere l’ordine, non sembrano esserci feriti gravi fra i presenti… io sono in stato di shock, non è riuscito a raggiungere la macchina, è morto invano, è la fine: il Chopscan verrà inizializzato e i libri moriranno, per sempre.

Mi piego, raccolgo un brandello di carta ai miei piedi, c’è scritto: – Gli Acari! Escono dalle fottute pagine-, piango.

 

La spada della distrazione

Poco dopo il referendum sul nucleare e quando si parlava di AGCOM e diritto d’autore scrissi che presto sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbero capito che internet può essere usato per condizionare le scelte assai meglio dei media tradizionali: signori in questi giorni, non so se ve ne siate accorti, abbiamo assistito alla fase uno.

Mi immagino la scena: brainstorming a Cologno Monzese

– C’è bisogno di far passare un qualche decreto anti-intercettazioni, non è possibile che il nostro povero premier non possa chiamare una squillo senza che i giornali di tutto il mondo abbiano da ridire sulle tariffe.
– Eh, non è facile, appena parli di intercettazioni saltano tutti lancia in resta a difendere la libertà; i giornali e le TV in qualche modo le controlliamo, ma insomma, ricordate il referendum?
– Dobbiamo fermare i blog, dobbiamo fermare Facebook!
– Facciamo causa a Zuckemberg!
– Non possiamo Renzo, lascia stare e torna a creare fake su Google+
– Dobbiamo trovare un modo per distrarli.
– Costruiamo un nostro Facebook e lo controlliamo
– No Renzo, non va bene, tu pensa a diffondere il tag #forzagnocca su Twitter
– Signori, ho un’idea, usiamo la spada della distrazione!
– Spiegati meglio.
– Facciamoli cagare sotto, facciamo una norma per uccidere i blog e i social network, che ne so potremmo rispolverare la vecchia leggenda metropolitana dell’emendamento D’Alia, così mentre saranno tutti lì a difendere il proprio orticello, zac gli infiliamo la norma anti-intercettazioni su per il culo.
– Ottima idea. Serve solo un nome accattivante che renda immediatamente riconoscibile la norma liberticida, emendamento D’Alia non ha mai fatto presa.
– Chiamiamolo emendamento #forzagnocca
– Renzo, per favore, torna a giocare con la pleistescion
– Che ne dite di Comma 29, richiama un po’ i fumetti di Comma 22 e un po’ l’Area 51 di X-Files, che si sa che tutti questi blogger sono dei nerd segaioli.
– Approvato, si parte col Comma 29, noi prepariamo il DDL e tu Renzo vai a preparare i link su Facebook.

Non credo sia andata proprio così, ma una cosa è certa mentre tutti i blogger si cagavano sotto per la paura di ricevere l’e-mail dell’avvocato durante la vacanza a Cuba al  Palacio Berlusconi di Rosario in Argentina e Wikipedia Italiana, per colpa di quattro gatti, decideva di mostrare al mondo quello che già si sapeva circa la propria neutralità nessuno, se non qualche giornalista, si è preoccupato del resto del ddl che, ovviamente, passerà così com’è.  Signori blogger, condivisori di link del cazzo sui social network, estensori di note insensate su Facebook siete stati fottuti da un dildo XXL e vi è anche piaciuto.

 

Legge anti-Amazon e un saluto al caro estinto

Il Senato ha appena approvato un legge bi-partisan ideata dal Senatore Levi(Pd), che vi si è dedicato per due anni(???), e promossa da Franco Asciutti (Pdl). In pratica le nuove norme limiteranno gli sconti sui libri al 15% salvo rarissime eccezioni. L’idea sarebbe quella di salvaguardare, in questo modo, le piccole librerie dalla concorrenza delle grosse catene che, per i forti volumi di vendita, possono praticare maggiori sconti.
Beh, è d’uopo qualche riflessione.
1) NON esistono più le piccole librerie. Non ve ne siete accorti? I libri da anni si vendono in edicola, al Centro Commerciale un po’ ovunque e la figura della libreria polverosa e straripante di volumi con il proprietario che sapeva consigliarti su qualunque cosa è quasi scomparsa! Le poche librerie sopravvissute si estingueranno insieme ai proprietari, si sono “settorizzate” o hanno diversificato l’attività diventando, alcune volte, dei meravigliosi centri di aggregazione culturale.
2) Come corollario del punto 1) questa legge nasce, evidentemente, per difendere i grandi dell’editoria (che hanno praticamente acquisito l’intera catena di distribuzione) dalla concorrenza della vendita on-line. L’avvento di Amazon in Italia ha praticamente sbaragliato la concorrenza; eh sì, chi sa leggere un libro, che non sia la raccolta delle barzellette di Totti, è tendenzialmente in grado di usare internet e una carta di credito e di fare i suoi acquisti on-line… oh mica l’ho soprannominata io, questa, la legge Anti-Amazon.
3) La legge Levi, mi sembra, vada contro una filosofia economica di tipo “liberista” di cui tutti i politici si riempiono la bocca e in ogni caso non tiene conto del mercato globale. Cosa impedisce, domani, ad Amazon di spostare l’intero catalogo di libri in italiano su Amazon.com e fatturare direttamente dagli Stati Uniti mantenendo i magazzini e la logistica in italia? Che fanno, dicono agli ISP di bloccare l’accesso ai siti di e-commerce stranieri come fanno per quelli di gioco d’azzardo… un po’ difficile.
4) L’editoria è in procinto di attraversare un momento di cambiamento epocale. Gli e-reader ormai sono sempre più leggeri, sofisticati ed economici. Gli e-book costano meno e sopratutto non occupano spazio sulla libreria. Certo i nostalgici, come lo sono io, preferiranno i libri di carta per un po’, ma c’era(c’è?) anche chi preferiva il vinile ai Cd e chi i Cd agli Mp3… ma ci ha pensato la selezione naturale. Questa legge non farà altro che spingere i siti di e-commerce a puntare ancora di più sugli e-book e Amazon a vendere il Kindle anche in Europa piazzando poi gli e-book senza nemmeno avere più dei magazzini fisici in italia. Chi proprio avrà bisogno del libro cartaceo se lo farà stampare dai servizi appositi che diventano ogni giorno più economici e accessibili.
5) Questa legge colpisce pesantemente i consumatori che, secondo le intenzioni, saranno costretti a spendere di più per avere accesso alla cultura contenuta in un libro ciò solo per tentare di salvare un settore che, come sta accadendo per le case discografiche, non accetta il cambiamento.

Beh che dire, per quanto mi riguarda già avevo ridotto di molto gli acquisti in libreria sostanzialmente per un paio di motivi. Non sopporto la commistione fra libri e dischi, tipica di tutte le librerie moderne, per quanto mi riguarda sono due media profondamente diversi e di difficile convivenza. Il vero motivo per cui non frequento più certi postacci, tuttavia, è un altro. Non sopporto la massa di pseudo-intellettuali da salotto che infestano quegli enormi centri commerciali travestiti da librerie con la loro insulsa aria saccente di superiorità mentre sorseggiano qualche schifoso intruglio omeopatico-vegano al bancone del bar… della libreria!!! Ad ogni modo, dopo questa legge, i miei acquisti letterari (che sono tanti), passeranno solo per le bancarelle dove si trovano delle autentiche chicche e se proprio sentirò la necessità di comprare un titolo in particolare lo farò ESCLUSIVAMENTE per il tramite di Amazon, IBS et similia. Un saluto al caro estinto.

Eventi mediatici


Ecco cosa succede a non guardare più la TV, ti volti un attimo e come niente ti capitano addosso due eventi mediatici di “rilevanza mondiale”! In una sola settimana lo sposalizio del secolo e la beatificazione del Papa. Cos’hanno in comune i due eventi? Oltre al fatto che milioni di persone li hanno seguiti come inebetiti, intendo… sia il principe azzurro che il Papa polacco fanno parte della storia recente. Io mi ricordo benissimo della nascita di William, com’è possibile che già si sposi? Io mi ricordo perfettamente di quando è salito sulla soglia pontificia Wojtyła, com’è possibile che sia già stato consacrato beato? Certo, l’ipotesi che io stia invecchiando non è sicuramente peregrina, ma ho come la sensazione che ci sia qualcosa di forzato in entrambe le celebrazioni; personalmente non ho seguito nessuna delle due, non sono particolarmente interessato né ai fatti della obsoleta aristocrazia inglese, né tanto meno alle vicende della teocrazia pontificia, però, sarà anche dovuto alla fretta con cui si è arrivati a questi eventi, mi viene da pensare che entrambi gli “avvenimenti mondani” siano parte di una strategia per tentare di rilanciare due istituzioni che, per vari e diversi motivi, sono sempre più in decadenza.

L’unica nota, per me, spiacevole di questi due eventi è che non sia stato invitato Berlusconi a fare un brindisi agli sposi o a ricordare di quella volta che andò a donne con Karol…

Max Headroom

Gli anni ’80: arrivano i primi personal computer, un TV color in ogni casa, nuove correnti culturali artistiche provenienti da una visione cyber pop dell’universo causata dai tanti progressi nella tecnologia (sopratutto dell’informazione) . In questo contesto i media lanciano i primi “divi virtuali” prefigurando una tecnologia ancora molto al di là dal venire in grado di creare dei nuovi personaggi virtuali e dotati di IA. Un esempio in Italia, per chi ha avuto la sfortuna di vivere in quel periodo, era DJ Super X di Superclassifica Show, una palla stroboscopica antropomorfa che leggeva le classifiche. Su Channel 4 britannico, invece nasce Max Headroom, un vero e proprio annunciatore virtuale, che ebbe una tale presa sul pubblico da diventare protagonista persino una serie televisiva.

IL TELEFILM

Siamo in un futuro non troppo lontano, la TV, come nel peggior incubo di Orwell e come nei sogni, dell’epoca, di Berlusconi è diventato lo strumento principale per orientare l’opinione pubblica. Un po’ come avviene oggi in italia, i messaggi trasmessi attraverso i programmi televisivi e gli annunci pubblicitari influenzano il voto democratico e hanno un effetto dirompente sull’economia; pochissimi individui (comunisti?) riescono a sottrarsi a questo quotidiano lavaggio del cervello. Uno di questi, Edison Carter, un reporter d’assalto di uno dei più importanti network televisivi, il Network 23, scopre che, proprio il canale televisivo per cui lavora sta realizzando una nuova tecnologia di condizionamento attraverso messaggi subliminali che possono avere, però, rilevanti effetti collaterali sulla salute. L’inchiesta viene, ovviamente, subito bloccata da Grossberg, presidente di Network 23, ma ciò non è sufficiente a fermare Carter che continua a scavare alla ricerca della verità; il giornalista scoprirà così un nastro (si un nastro erano gli anni ’80) con tutte le prove ma, ormai le forze del male gli sono addosso e non fa in tempo ad esaminare le prove che si ritrova alle calcagna la security del Network 23 ed è costretto a fuggire con la sua moto. La fuga, tuttavia, durerà poco; Carter si schianta sulla barriera di uscita di un parcheggio e prima di perdere i sensi l’ultima cosa che vede è un cartello con scritto “Max Headroom 2.3m”.
Grossberg fa così portare via il corpo incoscente di Carter deciso a sapere cosa avesse scoperto; usaando una nuova tecnologia fa scansionare la mente del giornalista per riversarne i ricordi in un avatar dotato di intelligenza artificiale che appena attivo dice…Max… Max Headroom.
Grossberg ha dunque vinto la sua battaglia contro la verità, il corpo del giornalista scomodo viene portato in una banca degli organi per essere eliminato e il suo avatar, Max Headroom, è il prototipo di presentatore progammabile di Network 23. Non sempre, però, i piani dei cattivi procedono nel verso giusto: Carter viene salvato dalla sua amica Theora, Max, presa coscienza di se, scappa nella rete di computer del Network mentre Grossberg viene fermato da Carter che presenta le prove che aveva raccolto in diretta TV durante la conferenza stampa indetta per annunciare la propria morte.
Da qui partono le avventure di Edison Carter e del suo alter-ego virtuale un po’ schizzato Max Headroom.

CURIOSITA’

Nel 1987 un pirata televisivo dal nome Max Headroom fa irruzione durante un TG della rete televisiva WGN di Chicago per essere oscurato dopo pochi secondi e due ore dopo sulla rete PBS di Chicago interrompendo un episodio di Doctor Who con uno show satirico. Il pirata non è mai stato identificato.

CREDITS

Titolo Originale: “Max Headroom ”
Creato da: Annabel Jankel, Rocky Morton
Musica: Cory Lerios
Episodi: Due stagioni per 14 episodi da 60 minuti trasmessi la prima volta fra il 1987 e il 1988 dalla ABC + 1 Film TV “20 minuti nel futuro” da cui è stato rielaborato il pilot

IL CAST

Edison Carter / Max Headroom – Matt Frewer
Theora Jones – Amanda Pays
Murray – Jeffrey Tambor
Bryce Lynch – Chris Young
Blank Reg – W. Morgan Sheppard
Ben Cheviot – George Coe
Lauren – Sharon Barr
Breugel – Jere Burns
Angie Barry – Rosalind Chao
Mahler – Rick Ducommun
Gene Ashwell – Hank Garrett

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