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Vengo or ora da una bella vacanza nel Lombardo-Veneto e volevo approfittare per fare una piccola riflessione. Avendo vissuto in un appartamento per qualche giorno mi è toccato fare la spesa un paio di volte e, anche per scappare dal caldo tremendo di questo periodo, ho preferito il microclima e i prezzi controllati dei grandi ipermercati alla fregatura, sempre in agguato, dei piccoli negozi delle località turistiche. Tutto ciò per dire che, dal punto di vista dei prodotti di prima necessità del mio piccolo paniere, ho trovato variazioni di prezzo che oscillano dallo 0% al -30% (menotrentapercento) rispetto agli ipermercati pugliesi (per fare un esempio in un’occasione ero convinto di spendere €25,00, con uno scarto di €2,00 in più o in meno, e mi sono trovato a spendere € 16,00, un delta pazzesco). Ora le mie osservazioni, ovviamente, non possono avere valore statistico, tuttavia posso affermare che, personalmente, non avrei alcun problema a vivere da quelle parti, almeno dal punto di vista dei prezzi e non solo dei generi alimentari.

L’esempio più eclatante è quello della foto: come ho avuto più volte modo di dire(per esempio qui) il Centro Commerciale, in genere, offre una serie di servizi che i negozi in città non forniscono al consumatore, uno di questi sono le (stramaledette) giostrine per far giocare i bambini. Certo questo è un servizio a pagamento ed è anche giusto che lo sia, solo che mentre in qualunque (QUALUNQUE) ipermercato della Puglia un giro sulle giostre costa € 0,50 qui ho trovato “COSTO  GETTONE € 0,05” (cinque centesimi), dieci volte di meno!!! Beh con € 0,50 ho svoltato la giornata :-)

Pur fonte di polemiche, una cosa buona nella manovra “Salva Paese” emanata in questi giorni e già ampiamente rinnegata, una cosa buona, dicevo, c’è. Se ho ben capito, fra le pieghe del decreto, si nasconde una norma che va a deregolamentare le aperture dei negozi eliminando lacci e lacciuoli che impedivano ai commercianti di aprire i negozi quando potevano vendere di più; via al divieto di apertura domenicale e festiva, dunque, via chiusura obbligatoria per un pomeriggio a settimana e sopratutto deregolamentazione degli orari di apertura e chiusura, finalmente anche in italia potremo avere negozi aperti h24!

Ovviamente non mancano le critiche a questo provvedimento, per carità alcune anche giustificate. E’ evidente che a trarre vantaggio da tutto ciò sono le catene della GDO che potranno finalmente aprire la domenica e i festivi e vedere lievitare i propri incassi senza dover sperare nelle delibere delle varie amministrazioni comunali ed è evidente che i, così detti, negozi di vicinato non vedono di buon occhio un cambiamento legislativo che gli imporrebbe, secondo la loro opinione, di competere con la GDO su un terreno, quello delle risorse organizzative, assolutamente impari. Tuttavia, per come la vedo io, la liberizzazione delle aperture dei negozi va vista da tutti come un’opportunità. Il negozietto sotto casa non può pretendere di vivere ancora come negli anni’70 con i clienti affezionati che vanno a fare la spesa sempre lì…

Il mondo è cambiato e insieme ad esso le modalità di consumo. Esisterà sempre meno la figura della casalinga con la mattinata libera per andare a fare la spesa nei piccoli negozietti alle 11.30 del mattino dopo aver portato il bambino al nido ed avere fato un’ora di palestra. Andare a fare shopping in centro, poi, è ostacolato sia dalla scarsa sicurezza delle città dal punto di vista della microcriminalità e dell’accesso pedonale e sia dalla difficoltà di parcheggio. A tutto questo sopperisce il centro commerciale, dove è possibile fare shopping lasciando un bambino libero di camminare da solo nelle gallerie senza il rischio di essere investito da un’auto e dove non devi guardarti continuamente il portafogli. Un posto dove puoi fare la spesa senza saltare da un negozietto all’altro, un posto che DEVE rimanere aperto la domenica perchè, è inutile girarci attorno, assolve anche una funzione sociale. In questi giorni di città vuote e negozi sbarrati per ferie i centri commerciali sono PIENI anche la domenica, pieni di gente che non può o non vuole muoversi dalla città e che trova nell’ipermercato colori, luci, suoni e rifregerio che la grigia e sporca città assolata non può offrire. Diamine gli ipermercati sono pieni di vecchietti che passano le giornate al tavolino dei bar!!!

E il negozio di vicinato? E’ destinato a morire? La risposta ovviamente è no. No, perché ci sarà sempre un gran numero di persone che ha difficoltà a raggiungere i grossi centri commerciali, raramente centrali, e no perché volente o nolente dovranno modificare il proprio modello di business. Il limite della GDO è che appunto si tratta di Grande Distribuzione Organizzata. Per poter competere sui prezzi e massimizzare i profitti i centri commerciali sono tutti maledettamente simili sia per la parte ipermercatale che per la galleria commerciale: gli stessi negozi, gli stessi oggetti, le stesse marche, tutto uguale. Sempre per minimizzare gli investimenti, poi, per quanto riguarda il settore food la qualità dei prodotti non può essere considerata eccellente. Io personalmente evito di comprare pane, frutta, verdura, carne, salumi negli iper e quando posso vado al fruttivendolo, alla macelleria, alla salumeria, al panificio. Certo se è giovedì pomeriggio e ho bisogno di comprare la carne… Il negozio di vicinato, dunque, evolverà natruralmente verso un modello che dovrà andare in contro alle nicchie di consumatori con orari, prodotti e servizi che la GDO, semplicemente, non può permettersi perché antieconomici sui grandi numeri e NON ha alcuna necessità di effettuare (a parte rari casi di città realmente turistiche(*)) aperture domenicali. Certro chi non sarà in grado di adeguarsi chiuderà, ma questo sta già avvenendo ed ovviamente la sua nicchia di mercato verrà assorbita da qualcun altro con maggiore spirito imprenditoriale.

Per quanto riguarda la situazione dei lavoratori “costretti” adesso a lavorare anche la domenica, sinceramente la cosa non mi tange minimamente. Ci sono operai che lavorano in fabbrica su turni domenicali, ci sono gli autisti dei bus, i poliziotti, i medici, gli infermieri, i vigili del fuoco, i vigili urbani, gli stessi bar… non capisco perché tanto clamore, certo mi rendo conto che sia seccante e personalmente cercherei di cambiare lavoro, ma non vedo come gli addetti al settore commerciale possano lamentarsi di una cosa spesso specificata a chiare lettere nel proprio contratto.

(*) Conosco negozietti che se ne fottono dei divieti di apertura domenicale, pagano la multa e hanno comunque ampio margine di guadagno

Questa mattina tornavo felicemente dal mare con la mia macchina carica di moglie, figlio di 4 anni e figlio di due mesi, mi fermo ad un incrocio per dare la precedenza, a un certo punto… sbam! Piccolo tamponamento, già penso: che palle, adesso mi tocca fare il CID, chiamare l’assicutrazione, partire con la macchina scassata, far riparare la macchina… uffa! Esco, sorpresa: nemmeno un graffio, nessuna delle due auto. Wow! Il tipo che mi tampona, mi chiede spaventato, tutto a posto state bene? Io, si tutto a posto, ciao. Lui mi guarda stupito e rientra in macchina. Torno a casa sollevato.

Qualche anno fa fui io a tamponare un emerito imbecille che aveva deciso di fermarsi in corsia di sorpasso su una strada statale a quattro corsie durante un temporale. Micro-tamponamento, accostiamo, nessun danno per lui un’ammaccatura per me, non sono un medico ma non mi è sembrato che nesuno di noi si fosse fatto male, esattamente come oggi. Gli lascio i dati miei e dell’assicurazione. Dopo vari mesi mi chiama il perito dell’assicurazione per constatare il danno (gli rido in faccia l’avevo riparato da mesi). Conclusione 6000 euro per lui per il colpo di frusta (l’ho detto che non sono un medico…) e 3 classi di merito in meno per me.

L’altro giorno ho pagato 700 euro di assicurazione per un motorino…

Fra gli aspetti più deleteri delle religioni, nell’A.D.2011 qui in occidente,  ci sono alcuni arcaicismi, presenti in ognuna di esse, che costringono i fedeli ad essere di un’ipocrisia disgustosa (fatte salve alcune stimabili frange certamente integraliste ma per lo meno coerenti). Prendiamo i cattolici, ad esempio, supponiamo di entrare in un oratorio e pescare nel mazzo un ragazzo o una ragazza di 20-30 anni fra gli “educatori”, i “catechisti” o chiunque (laico) sia impegnato nelle attività della Chiesa, proviamo a chiedergli se fa sesso col suo ragazzo/a, l’unica risposta sincera è: sì. Ora proviamo a sbattergli in faccia il fatto che il suo boss si sia più volte espresso negativamente su questa sua pratica debosciata è otterremo come risposta una serie di scuse balbettate con riferimento ai tempi moderni, all’impossibilità di sposarsi e via dicendo cose che lo metterebbero a rischio di scomunica se solo ci fosse un servizio segreto religioso. (Si badi bene che mi riferisco a casi reali, le mie non sono ipotesi)

A volte però, in alcune religioni si scorge un senso di pragmatismo a dire poco inaspettato. Sempre riferendomi al problema di come approcciarsi al sesso senza essere sposati ecco cosa risponde quella che, nell’immaginario comune, è la religione più arretrata: l’Islam.

Nell’Islam, oltre al classico matrimonio fra un uomo e una donna che manifesta il suo consenso attraverso un tutore matrimoniale, esiste anche un altro tipo di matrimonio, il Mutaa, ovvero godimento, piacere, che è in pratica un matrimonio a tempo determinato.

Questo tipo di matrimonio ha chiaramente meno vincoli rispetto ad un matrimonio tradizionale, viene celebrato solo con un paio di testimoni, spesso con un avvocato per dirimere eventuali questioni anche relative ai potenziali figli, può durare da un’ora a 99 anni e consente ai coniugi di vivere per proprio conto pur potendo consumare atti sessuali senza commettere adulterio, punito in alcuni paesi islamici con la fustigazione o peggio. In pratica quando la polizia religiosa ti sorprende a scopare in macchina con una tipa, proprio mentre stanno decidendo dove lapidarti, tu esibisci il certificato del Mutaa (da tenere insieme ai documenti della macchina) che rende la pratica lecita.

Se pure in alcuni paesi questo matrimonio non è ben visto, rimane assolutamente “legale” dal punto di vista coranico e sempre più coppie, in particolare quelle con un grado di istruzione elevato, vi ricorrono. Ci sono persino agenzie di viaggio che organizzano gite sul Mar Rosso con tanto di celebrazione del rito del Mutaa per le coppie che lo desiderano.

Allora, credete ancora che la religione dell’occidente sia più evoluta?  Per come la vedo io imporre un matrimonio a tempo, magari rinnovabile ogni 5 anni, sarebbe una buona soluzione per evitare i tanti “sanguinari” divorzi… visto poi che ormai si vuole eliminare il mito del “posto fisso” quale migliore occasione per rendere precari pure i matrimoni. :-)

“Il libero flusso di informazioni può essere usato per il bene, ma anche per il male” … “Dobbiamo fermare le persone quando utilizzano i social media per la violenza. Stiamo lavorando con la polizia e i servizi segreti per valutare se impedire la comunicazione tramite questi siti in casi del genere”

Queste le parole del premier britannico David Cameron mentre annuncia la linea dura per fermare le violenze in Inghilterra. Bello fare il frocio col culo degli altri; quando Twitter veniva usato dai “rivoluzionari” tunisini, algerini o egiziani per organizzare l’opposizione al regime andava bene oggi che lo utilizzano i “rivoltosi” inglesi per incitare i disordini… beh i social media non vanno più bene e vanno limitati: questo perché noi siamo democratici.

Per chi in questi giorni fosse stato sotto l’ombrellone o impegnato a seguire le vicende di cos…ehm… casa nostra riassumo cosa sta succedendo in Inghilterra.  La polizia ha ucciso un nero in circostanze non chiare e torme di giovani disoccupati hanno messo a ferro e fuoco le strade a partire da Tottenham, uno dei quartieri più poveri di Londra, dove convivono indiani, cinesi, turchi e gente proveniente dai paesi del Nord Africa: una miscela tendenzialmente esplosiva innescata da una crisi economica che spinge verso l’alto il fenomeno della disoccupazione.

In tutto questo il governo inglese ha mostrato i muscoli, mandato in strada migliaia di poliziotti e sedato le rivolte e ora per chiudere in bellezza vuole frenare i Social Network, rei di essere stati usati per organizzare i rivoltosi. Sarebbe interessante far notare a Cameron che nessun paese occidentale è attrezzato tecnicamente per porre in atto una simile iniziativa censoria; in realtà nessun paese al mondo(nemmeno la Cina) lo sarebbe a meno di volersi isolare dalle comunicazioni internazionali; ma queste per i paladini della democrazia sono quisquiglie: importano gli annunci.(*)

Il fatto è che queste “rivolte” sono indice di un malessere diffuso, sono in parte legate a quelle nord-africane e arabe di questa primavera, sono l’avvisaglia del risveglio di un gigante fatto di poveri e di diseredati, di gente sfruttata nella propria terra devastata, sono un segnale di allarme per ricordare al mondo che forse è il caso di piantarla con la crisi che colpisce il ceto medio e pensare che c’è un mare di gente tendente ad incazzarsi perché ha niente da perdere e poco da mangiare, vittime di un sistema economico sperequativo che comincia a mostrare in maniera assai evidente i propri limiti.

Intanto tu, Cameron, pensa a come bloccare Farmville su Facebook.

 

(*) che poi pare che gran parte delle informazioni abbiano girato su Blackberry Messenger, una vaccata di simil-istant messaging per i Blackberry di RIM… bah io per la rivolta ci avrei visto meglio Android, ma tant’è ;-)