Aprile tempo di elezioni. Uno contro l’altro i due poli opposti e complementari si battono alacremente per scegliere chi deve sedere sullo scranno del vincitore, chi deve governare un paese fatto di vecchi giovani e giovani vecchi, un paese di ipocriti e bugiardi, un paese dove ha ragione sempre chi la spara più grossa. Insulsa la campagna elettorale con un finale divertente e surreale che segna l’inizio della primavera… no… non la primavera per un’italietta all’amatrisciana ma proprio quella metereologica. Arrivano finalmente dopo un lungo e malinconico inverno le belle giornate e qualunquisticamente penso che tanto sono tutti uguali e alla fine, al limite, è una questione di simpatie e che in ogni caso fra pochi mesi me ne andrò a mare, che si appresta un lungo periodo di ponti nel week-end e che questa estate farà un giro nel nord Europa.

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