David E. Kelley è uno dei più importanti sceneggiatori e produttori di serie di telefilm di Hollywood oltre ad essere un ex studente di legge ed ex-avvocato di Boston; proprio questo suo passato nelle aule di tribunale lo ha spinto a portare sul piccolo schermo le tre serie TV a sfondo legale più innovative degli ultimi dieci anni. Parlo naturalmente di Ally McBeal, The Practice e della meno conosciuta, da noi, Boston Legal, serie legate tra loro attraverso una serie di cross-over. Boston Legal è la serie che fonde la verve comica di Ally McBeal con la visione più drammatica del mestiere di avvocato di The Practice. In Boston Legal ritroviamo i tic di John Cage, la misantropia di Richard Fish nei vari personaggi a volte strampalati che vivono nello studio legale Crane, Poole & Schmidt ma a differenza di Ally McBeal al centro delle storie c’è sempre il tribunale, cosa che in Ally McBeal, specie nelle ultime stagioni, aveva lasciato il posto a ridicole storie d’amore fra i vari soci dello studio legale.
La storia, ambientata in uno studio legale di Boston, ruota attorno all’ambigua amicizia fra Danny Crane, un anziano avvocato di successo ora lontano dalle scene del tribunale e diventato praticamente un vecchio pervertito e Alan Shore che, licenziato dallo studio legale Young, Frutt & Berluti nell’ottava stagione di The Practice, finisce per lavorare insieme a Crane. A Crane e Shore fanno da contorno una serie di personaggi strampalati che rendono il telefilm fra le serie più godibili degli ultimi anni. Un plauso va certamente rivolto a William Shatner, indimenticabile capitno Kirk di Star Trek, che in questa serie interpreta in maniera magistrale Danny Crane, a 75 anni vorrei essere come lui ;-)

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