“Alimentazione e idratazione devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”

“Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno”

Sopra sono riportati stralci degli articoli 3 e 7 della nuova legge sul “Testamento Biologico” approvata dalla Camera dei Deputati dopo una modifica al testo del Senato che è riuscita a peggiorare un disegno di legge già pessimo di suo. In pratica, secondo le ipotesi paventate dal DDL, in caso io mi trovi in una situazione per cui solo i trattamenti medici possano tenermi in vita, non solo non posso rinunciare ad alcuni specifici interventi (art.3) ma anche le pratiche a cui, per legge, posso preventivamente richiedere di astenermi devono essere sottoposte al vaglio del medico(art.7). In buona sostanza il testo del DDL prevede che in italia NON potrà essere consentito di stilare un testamento biologico.

Quello che è accaduto alla Camera è semplicemente vergognoso: il Legislatore, infatti, non solo entra prepotentemente nella sfera privata del cittadino togliendogli il diritto all’autodeterminazione e affidando il suo corpo alle decisioni precostituite di un manipolo di politici corrotti e ignoranti e di medici, magari, obiettori di coscienza, ma rinnega, volutamente, un principio sancito dalla Corte Costituzionale nel 2008 sui diritti fondamentali della persona aprendo apertamente un conflitto di poteri e facendo finta di dimenticare che il Legislatore ha dei limiti ben precisi nella scrittura delle leggi, limiti dettati dal diritto naturale.

Ovviamente quand’anche quest’aborto di legge dovesse essere approvata al Senato nella migliore delle ipotesi incentiverà i “viaggi dell’eutanasia” allo stesso modo con cui la legge 40/2004 incentivò i “viaggi dell’inseminazione artificiale”, nella peggiore rimarrà una legge inapplicata e inapplicabile se non altro per i costi spaventosi in capo alla comunità.

Va detto che, dopo la recente sbronza referendaria, come c’era da aspettarsi, non poteva non nascere un comitato per abrogare la legge (ancora non approvata) per via referendaria. Vorrei ricordare a lor signori il caso analogo della schifezza della legge 40 del 2004 in relazione al divieto, in Italia, delle pratiche di inseminazione artificiale eterologa; anche quella volta furono organizzati dei referendum miseramente falliti nel 2005.

Questi NON sono temi da portare a consultazione popolare perché 1) la gente non ci capisce un cazzo di scienza e vita 2) la gente non pensa di rimanere in coma attaccata ad un respiratore, ergo, non gliene fotte nulla 3) il referendum, come l’altra volta, avrebbe contro tutti i maledetti preti che da Bolzano a Lampedusa non perderebbero occasione per predicare la presenza di Satana nell’urna elettorale.

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