Su un DEC PDP-11, con sistema operativo UNIX, intorno alla metà degli anni settanta, nacque il C, il linguaggio di programmazione capostipite di tutti i moderni ambienti di sviluppo (argh!) software. Il C è il risultato di un processo di evoluzione che parte dal BCBL sviluppato da Martin Richards, passa per la nascita del linguaggio B a cura di Ken Thompson per arrivare al C grazie a Dennis MacAlistair Ritchie. E’ proprio di dmr che voglio parlare. Ieri, infatti, all’età di 70 anni, si è spento  Dennis Ritchie, uno degli uomini che ha “rivoluzionato l’informatica moderna“, scommetto che questa frase l’avete già sentita in questi giorni… questa volta però è vero! Ritchie, insieme a Ken Thompson, è stato il principale artefice, presso i laboratori Bell,  del sistema operativo UNIX. Ai più, mi rendo conto, questa cosa non dirà nulla, ma UNIX è il padre, praticamente, di tutti i sistemi operativi moderni. Una delle caratteristiche principali di UNIX, rispetto a tutto ciò che c’era prima, è la sua portabilità, il suo essere svincolato dall’hardware della macchina, la possibilità cioè di essere “ricompilato” su diverse piattaforme; non voglio entrare nel tecnico, non è questo il luogo, ma per capirci dentro Linux, Android, iOS, MACOS, c’è molto di UNIX, ma anche DOS e poi Windows devono tantissimo alla creatura di Thompson e Ritchie. In pratica buona parte dei device che oggi affollano le nostre esistenze hanno dentro un pezzetto di UNIX!

Ritchie nella sua vita e per la sua carriera ha avuto un sacco di riconoscimenti, dmr ha lasciato, per il futuro, un’eredità che probabilmente condizionerà le nostre vite per sempre pur se nessuno ne sarà mai consapevole, come ha dimostrato il silenzio colpevole della stampa mainstream che, dopo aver indagato sulla marca dei maglioncini neri a collo alto, non ha dedicato che poche righe, quando è andata bene, alla scomparsa di una di quelle brillanti menti che hanno contribuito allo sviluppo dell’umanità.

void main()
{
while(TRUE);
printf(“Grazie di tutto dmr\n”);
}

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