{"id":3701,"date":"2012-04-02T17:07:47","date_gmt":"2012-04-02T15:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ucronia.it\/w\/?p=3701"},"modified":"2012-04-02T17:07:47","modified_gmt":"2012-04-02T15:07:47","slug":"e-se-provassimo-a-vivere-senza-compiti-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/2012\/04\/e-se-provassimo-a-vivere-senza-compiti-a-casa\/","title":{"rendered":"E se provassimo a vivere senza compiti a casa?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/BURT.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3702 alignleft\" title=\"la lavagna di Burt\" src=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/BURT-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/BURT-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/BURT.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questi giorni le associazioni dei genitori francesi hanno dichiarato guerra ai &#8220;compiti a casa&#8221;, le attivit\u00e0 di doposcuola degli studenti che richiedono ore e ore di lavoro ripetitivo per applicare le quattro nozioni in croce sciorinate a scuola da insegnanti il pi\u00f9 delle volte inetti e svogliati.<\/p>\n<p>E&#8217; di ieri la dichiarazione del \u00a0<em>Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca<\/em> (finalmente si pu\u00f2 scrivere con lettere maiuscole), Francesco Profumo, che suona quasi come un pesce d&#8217;aprile<\/p>\n<blockquote><p>Oggi i ragazzi ricevono molti stimoli anche dall\u2019ambiente extrascolastico, e quindi deve cambiare la struttura dei compiti e delle lezioni \u00bb, ha chiarito Francesco Profumo durante una visita a due istituti di Ancona. \u00abSe oggi si d\u00e0 una versione di greco o latino, mi racconta mia moglie che \u00e8 insegnante, quasi sempre la traduzione si trova su internet. C\u2019\u00e8 anche un sito specializzato, basta inserire tre parole\u2026 Insomma, dobbiamo essere pi\u00f9 \u201csmart\u201d dei ragazzi\u00bb. Pi\u00f9 furbi. \u00c8 necessario, dice Profumo, che gli studenti inseguano noi, e non che noi, gli adulti, inseguiamo loro.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il ministro apre dunque uno spiraglio all&#8217;abolizione dei compiti a casa e parla, sobriamente, di ripensare alla struttura dei compiti e delle lezioni, senza dare diktat inapplicabili o, com&#8217;\u00e8 stato fin&#8217;ora, tirar fuori idee balzane partorite dalla fantasia di qualcuno che ha, evidentemente, affrontato la scuola sedendo sui banchi di dietro.<\/p>\n<p>Il modello insegnante che recita la lezione imparata a memoria e studente che deve imparare a memoria la stessa lezione per l<em>&#8216;interrogazione<\/em> o il <em>compito in classe<\/em> era ed \u00e8 anacronistico. \u00a0Il migliore punto di vista contrario alle ipotesi del ministro, quello di <em>Giorgio Israel<\/em>, sul Messaggero, parla dell&#8217;ineluttabilit\u00e0 dei compiti a casa, fondamentali per prepararsi a quei sacrifici che saranno necessari al discente per divenire parte integrante della societ\u00e0 attiva, specie in questo periodo di austerity.<\/p>\n<p><em>Sacrificio.<\/em><\/p>\n<p>In effetti di questo si tratta. Ricordo fin troppo bene i pomeriggi passati a casa, dopo 5 ore a scuola, a fare i compiti: nessuna attivit\u00e0 creativa, nessuna libert\u00e0 di approfondimento, solo l&#8217;applicazione pedissequa delle nozioni malamente esposte durante le scialbe lezioni e certo non perch\u00e9 i miei insegnanti fossero particolarmente incompetenti ma perch\u00e9 proprio il sistema di insegnamento si reggeva e si regge su un modello errato, quello che non lascia libero lo studente di scegliere cosa e, sopratutto, come imparare. Le rare volte che un compito da svolgere era vagamente interessante, quei casi in cui ci si discostava dall&#8217;applicazione di nozioni da imparare a memoria, quando avevo la possibilit\u00e0 di far funzionare il cervello, ricordo di aver studiato sempre con<em> piacere<\/em>, altro che sacrificio, sar\u00e0 per questo che mi sono sempre piaciute pi\u00f9 le scienze delle materie umanistiche.<\/p>\n<p><em>Lo studio non \u00e8 sacrificio<\/em><\/p>\n<p>Non deve esserlo. Lo studio deve tornare ad essere quello che \u00e8 sempre stato per dare realmente frutti, un&#8217;attivit\u00e0 da fare liberamente seguendo la propria indole e le proprie propensioni, per il nozionismo c&#8217;\u00e8 Google. Del resto, parliamoci chiaramente, se uno per lo studio non c&#8217;\u00e8 tagliato, pu\u00f2 anche stare in piedi fino a mezzanotte, tediando l&#8217;intera famiglia, per cercare di mandare a memoria l&#8217;enciclopedia Treccani (o Wikipedia per gli amanti della libera informazione) e pensare di cavarsela al compito in classe, ma rimarr\u00e0 sostanzialmente un cretino; un cretino che, per di pi\u00f9, non avr\u00e0 avuto il tempo per <em>studiare veramente<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni le associazioni dei genitori francesi hanno dichiarato guerra ai &#8220;compiti a casa&#8221;, le attivit\u00e0 di doposcuola degli studenti che richiedono ore e ore di lavoro ripetitivo per applicare le quattro nozioni in croce sciorinate a scuola da insegnanti il pi\u00f9 delle volte inetti e svogliati. 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