{"id":6170,"date":"2013-10-12T09:25:08","date_gmt":"2013-10-12T07:25:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ucronia.it\/w\/?p=6170"},"modified":"2013-10-12T09:27:16","modified_gmt":"2013-10-12T07:27:16","slug":"beetle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/2013\/10\/beetle\/","title":{"rendered":"Veri robot giganti: Beetle"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi parliamo di robot giganti, non \u00e8 una novit\u00e0 dite? Beh, ma oggi parliamo di veri robot giganti, nella mia passione per i mecha pi\u00f9 volte mi sono imbattuto in <strong>Beetle<\/strong>, un prototipo sperimentale degli anni &#8217;50-&#8217;60 realizzato per l&#8217;US Air Force.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6172\" alt=\"Beetle\" src=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle09-292x300.png\" width=\"292\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle09-292x300.png 292w, https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle09.png 723w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/a>Verso la fine degli ann&#8217;50 la <em>Divisione Armi Speciali della U.S. Air Force\u00a0<\/em> era interessata a valutare dei veicoli corazzati schermati dalle radiazioni. Ci furono tre proposte per il progetto:<em> Beetle, Masher<\/em> (un tank T-51 schermato) e <em>Bat<\/em> (sulla base di un trattore Coleman).<\/p>\n<p>Nell&#8217;interessantissimo documento del 1963, oggi declassificato, dal titolo\u00a0 &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/AD0402748.pdf\" target=\"_blank\">USAF shielded cab vehicles test and evaluation<\/a>&#8221; ci sono tutte le valutazioni e le specifiche dei veicoli (sono poco pi\u00f9 di 7Mb ma ne vale la pena). Dei tre prototipi proposti certamente il pi\u00f9 interessante, dal punto di vista tecnico, \u00e8 proprio <em>Beetle<\/em>.<\/p>\n<p><em>Beetle<\/em> \u00e8 dunque\u00a0 un vero e proprio mecha, progettato\u00a0 fra il 1959 e il 1961, per la U.S. Air Force dalle <em>Jared Industries<\/em> con lo scopo di effettuare manutenzione sui motori della futura\u00a0 generazione di bombardieri alimentati ad energia nucleare del progetto <em>NEPA (Nuclear Energy Propulsion for Aircraft)<em>. <\/em><\/em>Con la cancellazione del progetto NEPA, avvenuta agli inizi degli anni &#8217;60, per\u00f2, Beetle venne riconvertito per la bonifica dei detriti derivanti da esplosioni nucleari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;unico prototipo funzionante del progetto <em>Beetle<\/em>, che fu sviluppato a partire da un carro armato M42 Duster (i cingoli e la parte inferiore), aveva dimensioni imponenti: era lungo circa 7 metri largo 4 e alto 3 (anche se poteva sollevare la cabina di comando e le braccia meccaniche fino a 9 metri grazie a 4 pistoni idraulici). <em>Beetle<\/em> era dotato di manipolatori sensibilissimi in grado di effettuare le operazioni di manutenzione sui delicati motori atomici del progetto NEPA ma anche di tirare fuori un uovo dal cartone, come dimostrato in un&#8217;esibizione in pubblico nel 1962.<\/p>\n<p>Lo scafo del mecha era, ovviamente, \u00a0progettato per proteggere il pilota dalle radiazioni atomiche grazie ad una corazza di acciaio di 2,5cm e un&#8217;intercapedine di piombo spessa oltre 30cm che rivestivano un abitacolo angusto ma confortevole, dotato di aria condizionata e TV per l&#8217;operatore che doveva lavorare in condizioni estreme anche per diverse ore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6173\" alt=\"Abitacolo\" src=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle05-300x233.jpg\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle05-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.ucronia.it\/w\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/beetle05.jpg 525w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Beetle, che era spinto da un motore da 500cv in grado di muovere le sue 77 tonnellate fino a 12 km\/h, non entr\u00f2 mai in servizio sia per le mutate condizioni politiche sia per le difficolt\u00e0 a trasportare in giro per il mondo un mostro gigante ma delicatissimo, dai costi di esercizio elevatissimi e che, gi\u00e0 nei test e nelle dimostrazioni, si era dimostrato tutt&#8217;altro che affidabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi per le attivit\u00e0 di bonifica di siti nucleari si utilizzano robot molto pi\u00f9 piccoli, teleguidati e spesso dotati di intelligenza a bordo; nonostante le sue pecche, per\u00f2, <em>Beetle\u00a0<\/em> resta, tutt&#8217;ora, un capolavoro della tecnica oltre che un affascinante reperto tecnologico di cui sembra si siano perse le tracce. L&#8217;U.S. Air Force \u00e8 molto restia a dare informazioni e nessuno sa in quale sperduto magazzino il povero <em>Beetle<\/em> sia stato abbandonato ad arrugginire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto non mi resta che \u00a0lasciarvi con una mini-gallery delle immagini della dimostrazione del<em> Beetle<\/em>\u00a0pubblicate su \u00a0<em>LIFE Magazine<\/em> del maggio 1962.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Oggi parliamo di robot giganti, non \u00e8 una novit\u00e0 dite? 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