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Credo di non aver mai visto al cinema una produzione italiana, o almeno non me lo ricordo (sì lo so sono uno schifoso snob); trovo il cinema italiano odiosamente provinciale e ancorato a trame desuete e terribilmente localizzate. È raro imbattersi in produzioni cinematografiche(per non parlare delle fiction) italiane con un respiro più ampio di […]
Sopratutto in passato, diciamo nel periodo universitario, sono stato un lettore avido; sarà che preferivo un romanzo di genere agli integrali doppi, alla fine ho collezionato migliaia di volumi e centinaia di albi a fumetti (Bonelli per lo più) e li ho letti praticamente tutti al ritmo di un romanzo ogni due giorni per anni, in effetti […]
Credo di non aver mai visto al cinema una produzione italiana, o almeno non me lo ricordo (sì lo so sono uno schifoso snob); trovo il cinema italiano odiosamente provinciale e ancorato a trame desuete e terribilmente localizzate. È raro imbattersi in produzioni cinematografiche(per non parlare delle fiction) italiane con un respiro più ampio di […]
Sopratutto in passato, diciamo nel periodo universitario, sono stato un lettore avido; sarà che preferivo un romanzo di genere agli integrali doppi, alla fine ho collezionato migliaia di volumi e centinaia di albi a fumetti (Bonelli per lo più) e li ho letti praticamente tutti al ritmo di un romanzo ogni due giorni per anni, in effetti […]



Credo di non aver mai visto al cinema una produzione italiana, o almeno non me lo ricordo (sì lo so sono uno schifoso snob); trovo il cinema italiano odiosamente provinciale e ancorato a trame desuete e terribilmente localizzate. È raro imbattersi in produzioni cinematografiche(per non parlare delle fiction) italiane con un respiro più ampio di quello legato alla turpe storiella di due amanti di provincia, all’eroismo delle forze dell’ordine e all’amore incondizionato del prete di campagna. Una sorta di mutamento sta avvenendo negli ultimi anni col filone al genere drammatico/poliziesco di film come Gomorra o Romanzo Criminale ed è proprio a questo sottogenere della cinematografia nostrana che questo Lo chiamavano Jeeg Robot, diretto da Gabriele Mainetti, si aggancia per una rappresentazione in chiave spaghetti-heroes dell’eroe con super poteri e grandi responsabilità. Non che non ci avesse provato Gabriele Salvatores due anni fa con Il Ragazzo Invisibile ma, inutile nasconderlo, con scarso successo (di pubblico e di critica)
Le cose purtroppo cambiano, i diversi ritmi, i diversi impegni, la stanchezza, la pigrizia hanno ridotto di molto la mia passione per la lettura e mi sono reso conto di non aver mai, negli anni, ripreso in mano un vecchio libro anche perché non sarei in grado di ritrovarlo. Così mi ritrovo scaffali pieni di carta impolverata che occupa spazio vitale. Ho resistito per anni alla tentazione di liberarmi di tutto questo ciarpame, ma questo Natale ha segnato il momento. Alcuni potranno immaginare una romantica svolta, magari legata ad un avvenimento importante come può essere la morte di mio padre… la verità è che non so dove mettere la caserma della polizia di Lego che hanno regalato a mio figlio e la Billy mi sembra un’ottima soluzione.