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Ucronìa.it

Ho bisogno di spazio

D'Amore Antonio, Davide Mana, Lucia Patrizi liked this post

Sopratutto in passato, diciamo nel periodo universitario, sono stato un lettore avido; sarà che preferivo un romanzo di genere agli integrali doppi, alla fine ho collezionato migliaia di volumi e centinaia di albi a fumetti (Bonelli per lo più) e li ho letti praticamente tutti al ritmo di un romanzo ogni due giorni per anni, in effetti un tempo sognavo di mettere in piedi una sala lettura con una poltrona al centro e con i libri che la riempivano fino al soffitto, un tempo…

 

cartaLe cose purtroppo cambiano, i diversi ritmi, i diversi impegni, la stanchezza, la pigrizia hanno ridotto di molto la mia passione per la lettura e mi sono reso conto di non aver mai, negli anni,  ripreso in mano un vecchio libro anche perché non sarei in grado di ritrovarlo. Così mi ritrovo scaffali pieni di carta impolverata che occupa spazio vitale. Ho resistito per anni alla tentazione di liberarmi di tutto questo ciarpame, ma questo Natale ha segnato il momento. Alcuni potranno immaginare una romantica svolta, magari legata ad un avvenimento importante come può essere la morte di mio padre… la verità è che non so dove mettere la caserma della polizia di Lego che hanno regalato a mio figlio e la Billy mi sembra un’ottima soluzione.

 

Niente paura non ho intenzione di buttare tutto nel cassonetto (almeno per ora), l’idea è di comprare dei contenitori di plastica SAMLA dell’IKEA riempirli di libri, sigillare il coperchio col silicone per conservarli in garage, fin’ora ho già fatto fuori 350 albi di Nathan Never e Legs Weaver e guadagnato spazio sufficiente per la caserma della polizia Lego, l’aeroporto Lego e lo Snowspeeder di Lego Star Wars e i libri intanto?

 

La verità è che non compro più libri cartacei da oltre due anni, non saprei dove metterli ma sopratutto sono maledettamente scomodi. Io capisco il romanticismo ma avere il Kindle Fire sul comodino è molto più pratico della vecchia pila di libri, così com’è molto più comodo tenere il fido e leggerissimo  Kindle 4 in borsa ed avere la possibilità di continuare comunque a leggere lo stesso libro anche sul cellulare quando ti tocca un’attesa improvvisa. Il fatto di tenere la libreria in un paio di gigabyte non ha prezzo.  Continuo a comprare libri quanto e più di prima, spendo meno e non occupo spazio.

 

Credo che recupererò in formato digitalizzato tutti i libri che attualmente ho in biblioteca e a poco a poco li farò fuori tutti anche perché checché se ne dica… puzzano.

 

25 dicembre

Beh avrete notato che questo blog ha avuto una battuta d’arresto negli ultimi mesi… più probabilmente non se n’è accorto quasi nessuno,  in realtà penso che se non scrivo, semplicemente, nessuno legge; non credo di avere così tanti follower affezionati (beh qualcuno sì in realtà, ma pochi).

 

Semttendola di divagare, dicevo che è un po’ che non scrivo. I motivi da addurre sarebbero tanti, ma l’unica verità è che ho poca voglia di curare il blog anche se avrei diverse cose da raccontare: potrei parlare, per esempio, dell’ultimo Star Wars o di quanto siano stupidi i grillini, potrei tessere le lodi della bellissima ministro Boschi o scrivere di alcuni romanzi indie letti come l’ottimo Grexit Apocalypse e, chissà, lo farò anche nei prossimi giorni o forse no, non lo so; quello che voglio fare, invece, è parlare di mio padre giusto per non lasciare un post su Facebook che poi si perderà inevitabilmente nell’oceano di cazzate che caratterizza e, in fondo, rende interessante l’esperienza social.

 

20151225_082428Perché parlare di mio padre proprio oggi, il giorno di Natale? Semplice, perché lui ha avuto la sgradevole idea di morire il 23 dicembre lasciando i figli e, come si suol dire, una vedova inconsolabile. Mio padre stava male da tempo, niente di mortale in verità, una forte artrite che insieme alla sua innata pigrizia l’ha costretto ad una scarsa mobilità e ad abbandonare ogni scampolo della sua già scarsa vita sociale (sì era abbastanza asociale come persona, ma pure io se è per questo) per abbandonarsi al letto e alla poltrona, accompagnato dalla colonna sonora di una televisione sempre più trash e sempre meno capace di insegnare qualcosa di positivo. No, non stava bene, fisicamente e anche psicologicamente, avvitatosi in una spirale che l’ha reso sempre meno indipendente e di conseguenza sempre più insofferente alla vita stessa, è morto male, dopo una stupida caduta, due fratture e una serie di infezioni che hanno fiaccato per sempre il suo sistema immunitario già debilitato dalla malattia; non credo volesse morire e nessuno credeva che morisse così, senza poter dare la colpa ad un demone maligno o a qualcun’altro, ma è morto e basta.

 

Io ho amato mio padre, a lui devo la passione per la lettura, per i fumetti, è grazie a lui che sono  chi sono e non un altro, con lui ho giocato da bambino, con lui guardavo Space 1999 in un vecchio TV Phonola in bianco e nero,  era lui che mi portava in giro, mi accompagnava a scuola che mi ha insegnato una serie di valori; oddio gli devo anche un po’ di quella pigrizia che mi impedisce, ad esempio, di portare avanti questo stupido blog e quella paranoia che spesso non mi fa dormire di notte per quello che, il più delle volte, si rivela poi una cazzata, anche se, ricordatelo, la paranoia può salvarvi la vita o quanto meno il culo in certe occasioni.

 

Insomma se non ci fosse stato mio padre ora sarei un uomo diverso come diversa sarà la strada che prenderò per il fatto che è stato costretto a lasciarci così presto, insomma tutte queste parole solo per dire: ciao papà

 

Perfection (Le storie di Perfection Vol. 1) di Germano M.

Alessandro Girola liked this post

Siamo nel 2142 e l’umanità come la conosciamo oggi è sull’orlo dell’estinzione, un virus letale, Agave, sta sterminando infatti la popolazione femminile, pochissime sono le donne in grado di raggiungere i trenta anni e ancora meno quelle in grado di riprodursi e mentre un’Europa, che stenta ancora a riprendersi dalle  Guerre del Mediterraneo, rielegge il suo Dittatore Joseph Zeudi, l’Alleanza delle Americhe, sta discutendo in nuovo disegno di legge per dismettere tutti gli organismi cibernetici per intrattenimento e sostituirli con il nuovo modello  Lei™.

 

PefectionNell’universo di Perfection, creato da Germano M., l’umanità ha, infatti,  cominciato ad impiegare automi dotati di IA in svariati campi e la progressiva scomparsa del genere femminile ha contribuito a creare modelli da intrattenimento sempre più simili agli esseri umani, dotati  di una forma di autocoscienza e naturalmente più forti, più veloci e sopratutto immuni dalle malattie; organismi cibernetici quasi perfetti nell’assolvere alla loro funzione di surrogato dell’umanità.

 

I racconti che compongono l’ebook di Germano M. sono ambientati a Perfection, una cittadina in un valle desertica, un tempo sede di importanti compagnie di estrazione mineraria, di cui rimane un agglomerato di strutture  abitato ormai soltanto da 151 persone e dai loro androidi.

 

In questa cittadina immaginaria di questo mondo apocalittico, otto personaggi, superbamente caratterizzati in otto racconti, vivono una notte in cui succede di tutto  nell’attesa che la Energom, proprio in quella zona, dia il via ai test per l’elettricità senza fili che segnerà l’ennesima rivoluzione di un mondo sempre meno popolato da un’umanità destinata ad essere soppiantata dalle creature che essa stessa ha creato, nuove forme di vita per molti aspetti simili ai propri creatori e per altri migliori di essi.

 

I racconti di Germano M., raccolti in questo primo ebook,  nonostante lo stile ironico e a tratti scanzonato ci fanno immergere in un’atmosfera decadente e oppressiva, fanno sentire sulla pelle del lettore la sensazione di disastro imminente, di una lenta fine del mondo annunciata e accettata inconsciamente dalla gente come ineluttabile.

 

Una menzione particolare merita il racconto “La Variante” sia per il rapporto fra Shikoba e il suo androide Lizzie che, a mio avviso, racchiude lo spirito di Perfection e sia per la scena della tortura raccontata in maniera talmente vivida da dare quasi l’impressione al lettore di essere nella stanza insieme a loro.

 

L’ebook Perfection (Le storie di Perfection Vol. 1), è uno dei tanti lavori prodotti dalla Moon Base Factory ed  è disponibile sulla piattaforma Amazon al prezzo (ridicolo) di € 1,99, vi garantisco che ne vale assolutamente la pena e se vi piace la lettura ed in particolare il genere fantastico, vi consiglio anche di dare un’occhiata agli altri volumi dei Moon Base  potreste rimanerne piacevolmente sorpresi. Intanto vi lascio con Alexi Murdoch e il suo All My Days, uno dei pezzi che in qualche modo fanno parte di una possibile colonna sonora di Perfection.

 

Charlie di qua, Charlie di là…

Monica Messa, Giovanni Fantini liked this post

Dopo quel che è successo in questi giorni in Francia[1]è scoppiata la moda di solidarizzare con i vignettisti trucidati dai terroristi islamici sollevando una matita simbolica e  forzando l’identificazione del mondo occidentale con i ragazzi di Charlie Hebdo.

 

charlieBene, voi non siete Charlie, io non sono Charlie, forse nemmeno Charlie e Charlie perché, alla fine, disegnare Maometto col culo per aria, se l’occidente fosse davvero questa culla della libertà, non dovrebbe portare alla morte. La verità è che il confortevole conformismo, in cui tutti noi ci rifugiamo per comodità o quieto vivere, è esattamente l’humus in cui proliferano tutte quelle idee che indeboliscono il concetto stesso di libertà. La libertà consiste nella capacità di scegliere ma libertà di scelta vuol dire anche scegliere di privarsi della libertà. Quando decidete di intraprendere una campagna contro la satira appoggiando, che ne so, l’editto bulgaro contro Luttazzi, ne avete certamente facoltà ma state rinunciando ad un pezzo della vostra libertà per accomunarvi a quelli che ben pensano; non vi lamentate poi quando arriva il tizio incappucciato col kalashnikov a ricordarvi che se non puoi sfottere Pippo non puoi sfottere nemmeno Pluto e Paperino.

 

Ma il problema non è nemmeno tanto legato a un concetto difficile da digerire come la satira quanto ai comportamenti quotidiani. Noi siamo tutti vittima delle nostre convenzioni  e viviamo tutti in gabbia, una gabbia dorata forse ma siamo pur sempre in libertà vigilata. Ogni volta che ci autocensuriamo per evitare discussioni, ogni volta che facciamo qualcosa che non ci va per compiacere qualcun altro, ogni volta che accettiamo un sopruso perché abbiamo paura di conseguenze peggiori, ogni volta che permettiamo a qualcuno di limitare la libertà di qualcun altro  stiamo erodendo inconsapevolmente la nostra di libertà. Attenzione, non è detto che tutto ciò sia completamente sbagliato  ma di sicuro non fa di noi Charlie e quel che è peggio porta dritto verso un’enorme contraddizione: l’unico modo per difendere la libertà è quello di porvi dei limiti, perché se uno è libero di professare ideali d’odio noi non possiamo lamentarci se questi attecchiscono e cercano di annientare il nostro modo di vivere.

 

Tutto ciò ci conduce ad una riflessione un po’ meno teorica. Senza voler sposare l’atteggiamento idrofobo dimostrato da Oriana Fallaci il giorno dopo l’attentato delle Torri Gemelle, è innegabile che nei suoi oltre 1400 anni di storia l’Islam ha assimilato con la forza tutte le società e le culture che non hanno opposto una forte resistenza e se fino a poco tempo fa ero convinto che un’opposizione culturale alle idee oscurantiste di una religione medievale fosse sufficiente, oggi mi rendo conto che il pensiero dominante nella popolazione europea (e italiana in particolare) non è poi così lontano dai dettami dell’Islam. Alla fine, dunque, l’unico modo per preservare quel residuo di pensiero illuminista rimasto pare quello di prendere a calci in culo (non solo metaforicamente) chiunque[2] esprima concetti illiberali e oscurantisti indipendentemente dalla provenienza o dalla religione, non è bello da dire, forse, ma è così.

 

Quindi ragazzi, fatevene una ragione, voi non siete Charlie e se non vi date una regolata fra un po’ sarete Abdul.

 

[1] il 7 gennaio 2015 un commando terroristico di matrice islamica composto da tre uomini addestrati militarmente ha assaltato la sede di Charlie Hebdo, un giornale satirico francese che aveva pubblicato delle vignette che ritraevano Maometto, uccidendo 12 persone.

[2] nel chiunque rientrano anche le posizioni antiscientifiche, luddiste, complottiste e in generale dannose al progresso.

 

 

LUPIN the Third : Dr Mad

Torniamo a parlare delle produzioni di Daniele Spadoni e dei suoi corti. Ancora una volta Daniele si cimenta con un corto di sei minuti basato su uno degli episodi più “particolari” e cupi de “Le Nuove Avventure di Lupin III” (Rupan Sansei), parlo dell’episodio 46, “Lupin Venduto all’Asta” (“Lupin Otakaku Urimasu” (ルパンお高く売ります) ).

 

drmad

 

L’episodio della serie anime inizia con un Lupin in mutande che si risveglia nella sala aste di Madame Omicidi per essere venduto a 160.000$ ad Anonimo Veneziano. Il compratore, poi, si rivelerà preso essere un malefico scienziato intenzionato ad utilizzare il cervello del celebre ladro per creare un automa con un’intelligenza superiore. Durante la storia il nostro Arsenico si ritrova in rara difficoltà costretto a vedersela, su un’isola che poi si scopre virtuale, con automi potentissimi e cloni cibernetici dei suoi amici dovendo anche proteggere la sua Margot/Fujiko dalla pazzia del folle scienziato.

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