Mio nonno raccontava cose mirabolanti degli italiani ai tempi della guerra e della resistenza partigiana. Il cibo razionato, i rastrellamenti, le fughe in mezzo alle montagne (mah i miei stavano in Puglia ma tant’è), la fame nera… certo che o mio nonno raccontava cazzate o gli italiani devono essere cambiati… e molto.
Ieri ci ho messo un’ora e mezza per arrivare a lavoro e quel che peggio oggi ci ho messo altrettanto per ritornare a casa tutto ciò per colpa di pesanti rallentamenti stradali imposti dagli autotrasportatori in sciopero. Ora per me questo è un piccolo disagio, una perdita di tempo, certo li per li avrei voluto stirare qualcuno dei simpatici manifestanti, ma a pensarci bene, qui seduto sul mio divano, col bambino che dorme e non frigna, tutto sommato hanno ragione e non fanno altro che scioperare; il problema reale e che per qualche rallentamento e uno sciopero che ad oggi dura da due giorni l’intero paese è in preda a disastri da post-bomba. Ortofrutta introvabile, il latte non arriva più ai supermercati e già da stasera gran parte dei distributori di benzina erano chiusi per esaurimento scorte e nei pochi aperti c’erano chilometri di auto incolonnate. Se lo sciopero continua ancora qualche giorno si fermeranno i mezzi pubblici e chiuderanno gran parte delle fabbriche per mancanza di approvvigionamenti e pezzi di ricambio.
Nota(1) per eventuali stati canaglia per annientare l’Italia basta forare le gomme ai TIR.
Nota(2) oggi ho capito cosa pensava Go Nagai quando bloccato nel traffico s’inventò il prototipo ideale di Mazinga Z

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