Io sono sempre stato del parere che per combattere il problema della sovrappopolazione si debba ricorrere all’eliminazione volontaria dell’individuo, un po’ come si da col Carrousel nella Fuga di Loganl’unico problema è che man mano che invecchio fisso il cristallo rosso lampeggiante sempre più avanti: per adesso è fermo a cinquantacinque anni :-)

Il fatto è che finché queste cose le dico io  cazzeggiando fra cinismo, ironia e qualche verità, la cosa non turba più di tanto l’ordine naturale delle cose; del resto se uno ci riflette un secondo fa presto a trarre le conclusioni che se le risorse del pianeta sono scarsamente sufficienti per una popolazione di 7 miliardi di individui, che vive mediamente 70 anni, diventano gravemente insufficienti se l’età media si alza a 75 e che una possibile soluzione potrebbe essere il controllo delle nascite e (per quanto amorale) dei decessi.

Oggi però a fare un’affermazione, certo meno forte, ma abbastanza in linea col concetto di ottimizzazione delle risorse espresso sopra e sicuramente con un impatto decisamente più dirompente sulle politiche sociali ed economiche del pianeta rispetto ai miei vaniloqui, è niente meno che il Fondo Monetario Internazionale secondo il quale sarebbe necessario porre maggiore “attenzione all’invecchiamento della popolazione e ai rischi addizionali della longevità”  (*) 

Il concetto espresso dal “Rapporto sulla stabilità finanziaria globale”,  sostanzialmente, è che l’allungamento della durata della vita media, che  stando alle stime nel 2050 si allungherà di 3 anni rispetto ad oggi, comporterà un incremento del costo sociale per sostenere l’invecchiamento della popolazione calcolato nel 50% in più rispetto all’attuale causando una situazione insostenibile e da scongiurare in tempo utile preparando subito opportune contromisure.

E’ ovvio che l’FMI non parla di emulare le soluzioni di Logan’s Run, praticando l’eutanasia forzata, ma auspica una profonda riforma del welfare sia nel senso di un aumento età pensionabile e sia nel senso di una riduzione delle prestazioni previdenziali e sanitarie erogabili a carico degli stati.

Insomma, a quanto pare, l’universo si sta mettendo di traverso e il mio sogno di andare in pensione, come mio padre, a 53 anni e di godermi il meritato riposo leggendo le migliaia di libri che già ho in arretrato mentre una badante russa di 25 anni mi prepara la cena e il bagno caldo, è destinato a sfumare; mi toccherà lavorare per sempre o almeno fino a quando, per risparmiare, il medico della ASL mi prescriverà, contro l’influenza suina, del viagra scaduto e verrò stroncato da un infarto senza nemmeno avere una badante a cui badare. Sicuri che non sia meglio il Carrousel?

 

(*) sembra quasi detta dall’ex presidente dell’FMI Dominique Strauss-Kahn durante una selezione per stagiste

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