Questo post nasce da una discussione in real life, evento ormai sempre meno frequente in una società sempre più orientata ai social e dove da un paio d’anni a causa dei noti problemi sanitari(diciamo così) si cerca di spostare la socialità sempre più in un ambiente virtuale.

Il discorso verte sostanzialmente su l’idea di un forte ridimensionamento del settore pubblico in Italia che ha dimostrato, proprio in questo momento pandemico, tutti i suoi limiti e diverse nefandezze, privatizzandolo per quanto possibile. Pure la Sanità? Sopratutto la Sanità! E qui inizia la discussione.

In questi mesi, quante volte abbiamo dovuto leggere o ascoltare pletore di imbecilli che predicano nei confronti di coloro che per vari motivi rifiutano il salvifico vaccino, circa il fatto che in caso di malattia avrebbero dovuto pagarsi le spese mediche? Un giorno di terapia intensiva costa 1000, 5000, 10.000 euro a seconda dell’interlocutore, di certo queste spese non possono essere a carico di coloro che hanno rischiato la propria vita iniettandosi il vaccino per il bene degli altri (oh dicono e pensano davvero così). Bene io sono d’accordo, d’accordissimo! La sanità pubblica universale nasce da un patto di solidarietà dei cittadini che versano parte delle proprie tasse per supportare le cure di tutti, io personalmente sono più per un modello tedesco (misto pubblico-privato), di certo quando, come nel caso del “pagati le cure“, questo principio di solidarietà viene meno io ti dico, più o meno provocatoriamente, benissimo io preferisco il modello americano. E qui partono gli anatemi. Ma come? Gli americani muoiono per strada quando hanno anche solo un raffreddore!

Uno dei più noti stereotipi contro gli yankee è questa storia della gente che muore nei pronto soccorsi perché non può pagarsi l’assicurazione. Ora è vero che il servizio sanitario negli USA è al 100% privato e nelle mani delle compagnie assicurative, com’è vero, però, che da sempre lo Stato Federale copre le spese per gli over 65 e per coloro che vivono sotto la soglia di povertà. Questo modello di sanità negli USA ha sempre funzionato bene e mai nessuno è morto per strada, almeno fino al 2008, quando la crisi economica ha messo in difficoltà il ceto medio che non è più stato supportato da polizze assicurative. Qui entra in gioco Barack Obama che, nel 2010, mette in piedi l’Affordable Care Act, meglio conosciuto come Obamacare, che di fatto avvicina il modello sanitario americano a quello tedesco allargando la copertura sanitaria federale agli indigenti e imponendo alle compagnie assicurative dei vincoli che impediscono di rifiutare polizze a chi abbia malattie pregresse oltre a eliminare i tetti di spesa.

Personalmente piuttosto che pagare il 50% di tasse di cui il 20% va a coprire i costi di un sistema sanitario inefficiente e che non investe in ricerca, preferisco affidarmi alle compagnie assicurative o a un modello sanitario misto.

Come sistema sanitario inefficiente? Non ricordi i nostri angeli del Covid? Ragazzi miei io quello che ricordo è che medici di famiglia e pediatri di libera scelta, durante le varie ondate pandemiche, sono letteralmente spariti dalla circolazione, se andava bene lavoravano in smart working come un qualsiasi impiegato del catasto e lo dico anche per esperienza personale. Ma non è che in ospedale sia andata tanto meglio, eh! Reparti intasati anche con numeri che avrebbero dovuto essere sostenibilissimi, risultati dei tamponi oltre le 48 ore e totale caos e disorganizzazione, senza contare le aziende sanitarie locali completamente allo sbando. Certo non è colpa del personale sanitario, non di tutto almeno, solo di quello che invece di lavorare si faceva i selfie in corsia per raccontare sui social quanto lavorasse.

Tutto ciò per voler tacere degli enormi sprechi della sanità pubblica che prescrive costosi esami clinici anche lì dove non ce ne sarebbe bisogno solo per condividere con altri specialisti la responsabilità di una diagnosi.

Ma al di là di ogni altra considerazione su sprechi e inefficienze, se devo vivere in un Paese dove la solidarietà vale solo se sei ideologicamente d’accordo con una certa visione del problema, preferisco una totale deregulation dove ognuno per se e dio per tutti, perché, cari miei, che vi riempite la bocca con la frase “lo dice la scienza“, dovete sapere che in realtà la scienza non dice proprio nulla. A parlare è, quasi sempre, la tecnologia, che è solo una vista sull’immensità della ricerca scientifica e che si limita a utilizzarne alcuni principi e la medicina è molto più vicina alla tecnologia che alla scienza. La verità è che è molto più titolato a parlare di scienza un filosofo come Cacciari, di cui beninteso non ho mai condiviso la visione del mondo, che un virologo come Burioni.

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