Questa storia della Teoria del Gender con i suoi sostenitori e i suoi detrattori è una delle cose più ridicole che mi sia mai capitato di osservare. Da un lato abbiamo una schiera di malati di mente che sono convinti che il genere sessuale non influenzi i comportamenti degli esseri umani, gettando a mare anni e anni di studi antropologici, dall’altro lato abbiamo un altro nutrito gruppo di spostati che affermano che l’omo adda’ esse’ ‘omo se no diventa ricchione, non si sposa e i figli vengono adottati da due lesbiche che li trasformano in Ultron.

Entrambi i punti di vista sono stupidaggini e lo sono per lo stesso motivo, il genere umano si è evoluto in maniera tale che, da un punto di vista strettamente pratico e fisiologico, alcune mansioni sono di competenza del maschio ed altre della femmina[*]. Ciò non vuol dire che l’uomo non si possa stirare le camice e la donna non possa andare a bere una birra con le amiche, come non significa che un uomo non possa amare un altro uomo o una donna non possa amare un’altra donna o tutte queste cose insieme, siamo assolutamente nell’ordine naturale delle cose, dove per naturale si intende il modo in cui migliaia di anni di evoluzione hanno forgiato il genere umano. Certo esiste, inevitabilmente, un’influenza sociale sui comportamenti umani ma non è che se vesti una bambina da maschietto da grande diventa veramente Lady Oscar… e pure lei, alla fine, si scoprì innamorata del buon André.

ladyoscar

Insomma in parole povere voi potete fare quello che volete ma maschi e femmine sono diversi, lo sono fisiologicamente, è un dato di fatto inconfutabile che non potrà essere minimamente scalfito se qualcuno a scuola tenta di insegnare che l’amore è un sentimento grandioso che va ben oltre il genere e che la famiglia non è, non è mai stata, quella del Mulino Bianco ma che quella della pubblicità dei biscotti è un’isolata eccezione.

Allo stesso modo non è che se vi mettete a starnazzare come anatre se la Huggies produce dei pannolini che tengono conto, per l’assorbenza, delle zone in cui maschi e femmine fanno la pipì, fino al punto di far ritirare lo spot dal Garante perché sessista(sotto lo spot incriminato) fate una figura migliore di quella del prete che la domenica, sul pulpito, tuona contro gli omosessuali che stanno causando la fine del mondo.

Rilassatevi perché tanto avete tutti torto e sopratutto perché qualunque cosa pensiate o possiate fare l’Universo semplicemente se ne fotte.

P.S. il bello di questo post è che sarò attaccato indistintamente da quelli a favore e da quelli contro la teoria del gender, sono fantastico!

 

[*]a puro titolo esemplificativo ricordo che il maschio umano è circa il 30% più grosso della femmina mentre la femmina può partorire dei cuccioli.

 

 

In queste ore si è conclusa la missione, sulla Stazione Spaziale Internazionale, dell’astronauta italiana Samantha Cristoforetti che, dopo 200 giorni in cui ha fatto sognare migliaia di italiani con i suoi scatti dall’orbita postati su Twitter (e in cui forse ha contribuito, più di mille battaglie femministe, a creare un nuovo modello per le bambine, un archetipo diverso dallo stereotipo della velina  che sposa il calciatore analfabeta) è atterrata con la capsula Soyuz in Kazakistan.

Mentre la Soyuz si preparava alla discesa, Umberto Eco, nell’aula magna della Cavallerizza Reale a Torino, dove gli conferivano l’ennesima laurea ad honorem,  rilasciava questa dichiarazione

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E’ l’invasione degli imbecilli”

Confutare la tesi di Eco è davvero complicato quando, in giro sui social network, ti imbatti in immagini come questa

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La prima domanda che verrebbe in mente a guardare questa foto è “che diavolo c’entrano i marò con Samatha Cristoforetti?“, chiunque faccia uso dei social media, però, sa bene che i marò sono come il prezzemolo in ogni discussione, la frase “e allora i marò” è diventato ormai una specie di tormentone. A voler entrare nel merito dell’immagine sopra, tuttavia, pur tralasciando l’aspetto grammaticale (dato che probabilmente si tratta di una trollata), ritroviamo la dimostrazione palese della veridicità della tesi di Eco.

Seguiamo la logica di chi sta facendo girare questa immagine e proviamo a supporre, per un attimo, che il Governo italiano abbia la possibilità di scegliere fra la vita di Samantha Cristoforetti e quella di Latorre e Girone, i due fanti di marina noti alla cronaca per essere accusati dell’omicidio di alcuni pescatori indiani in una missione di dubbia legittimità.

Da una parte abbiamo una giovane ufficiale, capitano dell’Aeronautica Militare abilitata a pilotare gli Aermacchi SF-260, i Cessna T-37 Tweet, i Northrop T-38 Talon, gli Aermacchi MB-339A, gli Aermacchi MB-339CD e gli AMX, con centinaia di ore di volo sulle spalle, laureata in ingegneria meccanica all’Università Tecnica di Monaco di Baviera, laureata in Scienze aeronautiche presso l’Università Federico II di Napoli, specializzata negli Stati Uniti presso la Euro-Nato Joint Jet Pilot Training di Wichita Falls in Texas, selezionata fra migliaia di candidati come astronauta dell’ESA; una donna che ha dato lustro al proprio paese con una permanenza di 200 giorni nello spazio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e la cui formazione è costata diversi milioni di euro allo Stato italiano.

Dall’altra parte abbiamo due sottufficiali della marina, con la licenza media(uno si è diplomato durante la permanenza forzata in India) che, nella migliore delle ipotesi, non sanno nemmeno maneggiare bene un fucile, che hanno tolto la vita a dei pescatori disarmati e che hanno messo il proprio paese in una scomoda posizione diplomatica.

Se voi foste il Presidente del Consiglio chi buttereste dalla torre?

Grazie Samantha.

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bellezza-ti-tratto-come-i-miei-compiti-a-casa-ti-sdraio-sul-tavolo-e-lavoro-su-di-te-per-tutta-la-notteSiamo a giugno e la scuola volge al termine, uno dei momenti più felici per migliaia di ragazzini che si trovano di fronte a ben tre mesi di vacanza. Ce lo ricordiamo tutti l’ultimo giorno di scuola, con la consapevolezza che da domani non ci sarebbero stati più impegni o meglio l’unico impegno sarebbero stati i compiti delle vacanze, quella cosa che si rimandava sempre ma che rimaneva lì come un chiodo fisso a ricordarti che, nonostante tutto, avevi un dovere da compiere. Certo poi alla fine per fare il riassunto dei libri si leggeva giusto la sinossi (questo l’ultima settimana di vacanza) ma il fatto stesso di riprendere in mano i libri di scuola ti aiutava a ritornare alla realtà dopo un’estate, giustamente, all’insegna della libertà e del divertimento.

Il mondo però sta cambiando e le nuove tendenze vedono i compiti a casa come uno sforzo inutile e una vessazione nei confronti di quelle giovani anime candide che non possono, in questo modo, godersi il meritato riposo e c’è chi si spinge oltre… perché c’è chi vorrebbe abolire del tutto i compiti a casa dal momento che 4 ore sui banchi sono più che sufficienti per formare una generazione di ignoranti e debosciati. La verità, in molti casi, è che i genitori non hanno voglia e tempo di dedicarsi alla formazione dei propri figli e seguirli anche nei compiti a casa diventa, per loro, un’ulteriore, a volte difficile, incombenza.

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Nasce quindi un movimento di genitori che si batte per eliminare del tutto i compiti a casa, supportati in questo da insegnanti illuminati che assegnano come compito per le vacanze quello di divertirsi e magari leggere un libro al tramonto come piacere personale (naturalmente veicolando su Facebook questo loro guizzo di geniale originalità tre minuti dopo aver fotocopiato un compito fatto di stupidaggini sdolcinate e degne del peggior De Amicis, da distribuire alla classe). Questo in un paese dove i genitori non leggono più nemmeno Novella 2000 e dove i ragazzini al tramonto si sono appena svegliati dopo la notte precedente passata a sfondarsi di alcol e droghe nella discoteca all’aperto.

Forse sono vecchio ma credo che un minimo di contatto con la realtà sia necessario mantenerlo.

 

 

Ieri la Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni con cui lo scorso aprile aveva confermato il sequestro delle cellule staminali stoccate nella sala criogenica del laboratorio degli “Spedali civili” di Brescia, dopo il patteggiamento per i reati di associazione a delinquere e peculato per i quali Vannoni, l’inventore della magica terapia, è stato condannato ad un anno e dieci mesi.

Stamina

Con gli atti compiuti ieri dalla Suprema Corte si mette definitivamente la parola fine a quello che era diventata davvero un vergognoso gioco al massacro per i malati e le loro famiglie, disposti a credere a qualunque cosa e a cercare un barlume di speranza, un segno di miglioramento anche nel cambiamento del ritmo respirtorio. Gente che è stata costretta ad indebitarsi per pagare una cura inutile quando non dannosa (come osservato dalla stessa Corte di Cassazione) e che in alcuni casi, ancora oggi, nonostante tutto, tende a difendere quel ciarlatano di Vannoni.

Più di venti anni fa a mia nonna fu diagnosticato un tumore al cervello e nessuna speranza, si presentò allora alla porta il Vannoni di turno, un inutile ciarlatano pronto a dispensare il suo potere curativo al costo di un semplice rimborso spese. Non avrei mai pensato che i miei famigliari potessero cascare in una simile, ridicola, banale truffa eppure fu così. Questo idiota imponeva le mani su quella povera donna per assorbire le energie negative e scaricarle… nel lavandino e in tutto questo i miei interventi volti a far ragionare mia madre e i miei famigliari erano visti come disfattisti, quando andava bene.

Se però posso comprendere i malati e i loro famigliari è assurdo che la stampa, per mesi e mesi, abbia portato avanti una campagna mediatica tesa ad avvalorare le assurdità antiscientifiche di Stamina contro ogni evidenza, contro le tesi di medici di fama mondiale e riviste scientifiche internazionali e contro lo stesso Ministero della Salute.

Oggi Stamina, per fortuna, è un capitolo chiuso ma di gente che vuole curare il cancro col bicarbonato è pieno il mondo ed è sempre più difficile difendersi da complottisti, luddisti e semplici idioti che fanno un baccano di inferno; purtroppo la capacità di diffusione virale delle stronzate è tale che si è invertito l’onere della prova e così a fronte di teorie strampalate senza un briciolo di prova a sostegno si richiede un pool di scienziati per dimostrare che una palese idizozia è tale.