Dicevo l’altro giorno, scherzando(?), che l’avanzare dell’età l’avverti quando davanti alla scuola smetti di guardare le ragazzine per guardare le loro mamme… la realtà è che ti accorgi davvero di non essere più, tu stesso, un ragazzino quando attorno a te la gente comincia a morire.

Quando sei piccolo, a un certo punto, ti lasciano i nonni, te lo aspetti prima o poi, in taluni casi è anche un’ottima scusa per non fare i compiti, ma i genitori… i genitori quelli sono immortali, non pensi mai che un giorno, davvero, potranno andarsene, finché non muoiono e tu rimani lì immobile a guardare e ancora non ti rendi conto di essere solo perché c’è un sacco di gente attorno a te: la tua compagna, i tuoi figli, il lavoro, gli amici, finché una mattina, mentre sei lì che ti sbatti per risolvere l’ennesimo problema creato da qualcun’altro, leggi un messaggio su Whatsapp – Ciao Arcangelo, purtroppo per Rossella non c’è più nulla da fare. Ora è un angelo – e rimani immobile, quasi impietrito a chiederti perché e l’unica parola che ti viene in mente è:-cazzo-. Sì, perché non è stato un incidente a portarti via un’amica, un’incidente fa parte dell’ordine naturale delle cose, ma la malattia è una roba da vecchi e lei era giovane, aveva la mia età, appunto: aveva la mia età. Sapevo che non stava bene anche se non ci si sentiva da un po’, da quando  dopo una discussione che non compresi seppi della sua malattia. Non la conoscevo più bene come un tempo, credo che il suo male l’avesse cambiata, credo anche sia normale e comunque non importa; quello che importa veramente è che lei era bella e non meritava di morire e no, non vale per tutti quelli che vanno all’altro mondo, alcuni meritano di crepare e sono ancora vivi.

Non so perché la tua morte mi abbia così colpito vecchia amica mia, in fondo non ci conoscevamo più, forse perché mi hai ricordato, nel modo peggiore possibile, la caducità dell’esistenza o forse solo perché è stata una giornata storta: inutile piangere, si nasce soli e si muore soli… ma anche no.

poletti-giuliano2-05-12-13Ciao Giuliano mi rivolgo a te ed è strano che io lo faccia, strano perché io più invecchio e più divento classista e, tecnicamente, con uno come te diplomato in agraria e che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, non ci dovrei nemmeno parlare; normalmente, dicevo, più invecchio e sempre meno è il tempo che sento di poter impiegare nel cercare di farmi comprendere da chi proprio non ne avrebbe le basi. Tuttavia, sai, viviamo in un paese stravagante, un paese dove con la terza media non si possono pulire i cessi di una scuola ma si può tranquillamente diventare Ministro dell’Istruzione, un paese in cui un perito agrario del PCI con esperienza politica all’interno delle fantomatiche Coop Rosse può diventare ministro del lavoro, intessere una riforma, il cosiddetto Job Act, che getta alle ortiche tutto l’impianto di tutela dei lavoratori per cui in teoria, egli stesso, da giovane dovrebbe aver combattuto, solo per NON raggiungere gli obiettivi che la stessa riforma si era prefissa (lo dicono i numeri); questi sono i motivi per cui sono costretto a parlare anche con te, questi sono i motivi per cui quotidianamente sono obbligato a confrontarmi con pletore di imbecilli senza la minima istruzione, con nessuna cultura ma con i giusti agganci e devo farlo solo per poter fare la mia parte nel cercare di dare il mio contributo a non mandare questo paese del tutto a scatafascio, lo so è una goccia nel mare, ma (almeno per ora) non riesco a farne a meno.

Eh sì, Giuliano, capisci quindi che quando senti un ministro del lavoro affermare dall’alto dello scranno in cui si trova, nonostante una batosta elettorale che, volente o nolente, era anche un giudizio politico proprio su quel Job Act che ogni giorno di più dimostra limiti e incongruenze:

Intanto bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei ‘pistola’. Permettetemi di contestare questa tesi”.

e ancora

 “Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”.

quando senti certe parole, dicevo,  non riesci a non pensare, “oh, certo che bisogna averci la faccia come il culo” (tanto adesso questo modo di dire di origine emiliana è stato ampiamente sdoganato). No dai, diciamolo via, è stata una gaffè, certo, ma queste cose il nostro ministro del lavoro e delle politiche sociali le pensa per davvero e non si rende conto che quei giovani costretti a scappare all’estero per lavorare, saranno anche  non tutti dei cervelli in fuga, ma sicuramente è gente che non è riuscita ad avvantaggiarsi della sua meravigliosa riforma che, pare, abbia aiutato solo la fascia d’età dei cinquantenni, sono ragazzi costretti, come i loro nonni, a cercare fortuna all’estero; sai Giuliano, sono proprio quell’81%(OTTANTUNO) di persone fra i 18 e i 34 anni che hanno votato NO al suo referendum costituzionale e che hanno cercato, in questo modo, di fargli capire, che la sua riforma del lavoro con loro non ha funzionato e che l’unica strada che gli rimane li porta fuori da questo paese. Però, caro il mio Giuliano, il problema tuo e, sopratutto suo, te l’ho detto, è che col diploma in agraria, proprio vi mancano le basi.

Domenica prossima si voterà  il Referendum per ratificare la “epocale” riforma costituzionale fortemente voluta dall’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

Il Referendum Costituzionale è lo strumento previsto dall’art.138 della Costituzione(stranamente mi pare non sia stato toccato) che prevede la possibilità di richiedere il referendum costituzionale dopo la seconda votazione da parte delle camere di una legge di revisione costituzionale o di una legge costituzionale e qualora non venga raggiunta la maggioranza qualificata in entrambe le camere.

quesito-referendum-costituzionale

Personalmente dopo un’approfondita lettura delle modifiche (e tre bicchieri di vino) ho deciso di votare NO. Per questo sono stato tacciato delle peggiori cose, ma va bene, in questo paese dove la politica non è dissimile dal tifo da stadio ci sta… tuttavia una cosa volevo dirla.

Di tutte le motivazioni per le quali avrei dovuto votare SI, ce n’è una che davvero mi infastidisce: il SI per il cambiamento; chi vota NO sarebbe un conservatore che vuole che tutto resti com’è.

Ora, a parte il fatto che io ormai sono abbastanza vecchio per essere eventualmente anche conservatore, trovo che la maggior parte dei problemi di questo paese non derivino dalla Costituzione ma, al contrario, da leggi fatte in contrasto con i suoi principi di base (vedi legge elettorale, non il Porcellum, proprio il concetto di “maggioritario”).

La Costituzione è perfettibile? Certo! Questa riforma la migliora? Dipende da cosa si intende per miglioramento. Se il cambiamento che auspicate riguarda i principi fondamentali dello Stato, se non vi piace la Repubblica Parlamentare, probabilmente è un miglioramento, ma a quel punto si dovrebbe partire dai primi 12 articoli non dal 70.

E basta, per favore, con la storia dei compagni di viaggio, anche io preferisco una bionda con grosse tette a Di Battista e Salvini, ma è un po’ come Blablacar, non sempre, durante il viaggio, la compagnia è piacevole e poi io sono misantropo, per dio…

Campania:De Luca,Caldoro presidente a sua insaputa, turistaDe Luca si vende la Costituzione per un pacco di denari, in buona sostanza ti spiattella in faccia in maniera volgare e arrogante che lui se ne fotte della politica, della Costituzione, di Renzi, ti dice; guarda amico, tu vota come ti dico io e qui arriveranno un mare di soldi che serviranno anche a te.

De Luca è un politico di razza, una brutta razza, quella del peggio della prima repubblica, quella di un populismo all’Achille Lauro che barattava il potere in cambio di prebende e pure, paradossalmente, funzionale in un sistema che ci siamo illusi, per troppo tempo, fosse all’epilogo ma che è ramificato nella struttura politica, sociale, burocratica di questo paese e non può essere estirpato senza uccidere il paziente.

De Luca ha ragione, la rinascita della città di Salerno sta lì a dimostrarlo, lo votano e lui mantiene il consenso dando in cambio agli elettori quello che vogliono e se magari è colluso col malaffare chi se ne fotte, lo fa per il bene del *suo* territorio che è anche il loro.

De Luca non è il solo, è solo il più sfacciato, gli va riconosciuto che lo schifo che rappresenta te lo sbatte in faccia, questo paese da nord a sud (sopratutto a sud) è pieno di tanti piccoli De Luca e, non so voi, io non voglio più permettere di essere rappresentato da un “De Luca” ma l’alternativa la vedo lontanissima.

QUI potete ascoltare i 26 minuti dell’audio in cui De Luca ci spiega tutto questo durante un incontro con 300 sindaci

E niente, non c’è niente da fare, questo agosto, sia guardando le vicende nazionali che buttando un occhio a quelle personali, è la riprova che questo è un paese che si è autocondannato