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A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà
Così oggi il ministro Romani. Dunque secondo il ministro se ho l’elettricità ho anche il televisore; in ogni caso devo essere io a dimostrare il contrario.
Non voglio esprimermi sulla costituzionalità dell’inversione dell’onere della prova ma mi chiedo: come faccio a dimostrare di non avere una televisione? Cioè se mi si chiede di dimostrare di avere una TV, che so, faccio una foto insieme alla prima pagina della Gazzetta ma se mi chiedono di dimostrare che il TV non ce l’ho basta un’autocertificazione? Mah! A me il canone RAI come concepito pare ormai anacronistico, se serve dover finanziare il servizio televisivo pubblico, ben venga, lo si faccia con un’imposta addizionale su qualche cosa e pace; è inutile inventarsi sistemi stravaganti di esazione o inversioni dell’onere della prova anche perché c’è pure chi utilizza il pannello LCD o al plasma senza utilizzare mai il sintonizzatore, senza cioè guardare alcun programma televisivo. Non parliamo di apparecchio adattabile a ricevere le trasmissioni televisive altrimenti, per estensione, avrebbe ragione il ministro Romani e si dovrebbe pagare il canone per via del display LCD del dei nuovi contatori Enel.

Ieri sera, riavviando il WD TV Live, lo scatolotto ha rilevato un nuovo firmware. Installato e riavviato ho scoperto che adesso il WDTV ha il supporto per Facebook e Deezer oltre al supporto per le tastiere USB. In pratica comodamente dal divano adesso posso accedere a Facebook sul televisore e ascoltare la musica su Deezer. In realtà ci sono sono anche altre feature aggiunte ma devo ancora esplorarle. Adesso non mi resta che trovare una tastiera wireless USB che sia molto molto piccola :-)

Non che mi freghi molto di Facebook (di Deezer un po’ di più) ma i soldi per quello scatolotto sono stati davvero ben spesi.

Questa cosa induce anche ad una riflessione sulla sempre maggiore integrazione fa computer e sistemi entertainment da salotto. In cinque anni sono passato da masterizzarmi i divx su supporti dvd da leggere su un lettore dvd/divx (comprato da LIDL) a guardare i filmati in streaming dalla LAN casalinga o direttamente da internet tramite Youtube o altro. Direi che la strada per l’integrazione ormai è segnata e tutto sommato mi piace; resta da chiedersi perché pagare il canone RAI per la LAN casalinga, ma questa è un’altra storia.

L’istituto nazionale giapponese delle Scienze e Tecnologie Industriali avanzate (産業技術総合研究所 Sangyō Gijutsu Sōgō Kenkyū-jo), conosciuto anche come AIST, è un centro di ricerca che ha a Tokyo il suo quartier generale e la maggior parte dei laboratori nella città delle scienze di Tsukuba oltre che in moltissime città giapponesi. Lo scopo fondamentale dell’istituto è quello di integrare la ricerca tecnico-scientifica con i bisogni socio-economici. Ogni anno l’AIST si apre ai visitatori per mostrare le meraviglie della ricerca. Fra i “congegni” presentati quest’anno c’è Android-F, prodotto dalla Kokoro. Android F è un androide con sembianze umanoide che riproduce copiandoli i movimenti e le espressioni dell’operatore. In pratica, come si vede nello schema sopra, attraverso una serie di telecamere il sistema è in grado di riconoscere i movimenti e le espressioni umane e farle riprodurre al robot che può essere anche posizionato a migliaia di chilometri di distanza. Il video fa letteralmente paura.

La ISS nasce nel novembre 1998 quando viene lanciato in orbita, con un razzo Proton, il primo modulo, Zarja. Ma solo nel luglio 2000 alla stazione venne aggiunto il modulo Russo Zvezda in grado di garantire il supporto vitale agli esseri umani. Oggi festeggiamo i dieci anni dalla Expedition 1, che si insediò nella stazione spaziale il 2 novembre 2000, formata dall’astronauta statunitense William Shepherd e da due cosmonauti russi Jurij Pavlovič Gidzenko, e Sergej Konstantinovič Krikalëv.
A distanza di dieci anni dal primo insediamento umano, la ISS è in fase di completamento e, a regime, avrà un equipaggio di 6 persone in un volume pressurizzato di circa 1000 metri cubi con una massa di 400000 chilogrammi, sarà, inoltre, in grado di generare 120 kW di potenza elettrica.
Ad oggi ben 167 astronauti provenienti da 15 nazioni hanno visitato la stazione per usufruire delle 19 strutture di ricerca a bordo.

Se c’è una cosa che la fantascienza ci ha insegnato è che non può esistere l’esplorazione spaziale umana senza il prezioso aiuto dei robot. Per anni braccia meccaniche e sistemi di manipolazione remota hanno aiutato gli astronauti nelle loro attività nello spazio, dal riparare satelliti artificiali al metterli in orbita. Ma questi non sono robot, sono solo ausili meccanici. Su una stazione spaziale come la ISS non può non essere presente almeno un androide umanoide pronto ad aiutare quando serve i poveri umani tutt’altro che adatti alla vita nello spazio. Certo non siamo ai livelli di Data in Star Trek TNG e non è ancora pronto un clone del dorato e saccente C3PO, e di questo forse gli astronauti ringraziano, ma nella prossima missione STS-133 (che dovrebbe partire mercoledi) sarà a bordo R2 che non a nulla a che vedere col bidone aspiratutto D2R2 amico del su menzionato C3PO ma che sta per Robonaut 2. R2 è un androide realizzato dalla NASA e da GM, sulla scorta di 10 anni di esperienza col predecessore Robonaut 1, per supportare gli astronauti in tutte le operazioni più pericolose da compiersi nello spazio. E’ dotato di capacità di manipolazione straordinarie ed è in grado di utilizzare tutti gli attrezzi realizzati per un essere umano,quindi è incredibilmente versatile, può essere inoltre montato su un rover per potersi spostare agevolmente in terreni impervi. R2 adesso si trova inscatolato a bordo del Discovery che è sulla rampa di lancio pronto al decollo per la sua ultimo missione nello spazio prima del pensionamento.

Ovviamente la NASA ha realizzato un sito per l’ormai mitico Robonaut 2 dove si possono vedere leggere le sue peculiarità e vedere foto e filmati. Il sito è raggiungibile qui