Da tempo volevo vedere “I Figli degli Uomini”, il film di Cuaron sul soggetto della scrittrice P.D.James, e devo dire di non essere rimasto deluso. La storia è ambientata a Londra nel 2027 in un universo distopico dove per qualche motivo, da diciotto, anni l’umanità non riesce più a procreare e in un mondo dove tutti sono in guerra fra loro. In una Londra che cerca di mantenere i fasti di un tempo con una serie infinita di piani sequenza vediamo le gesta Theo che si trova, suo malgrado, a dover salvare Kee e insieme a lei la sola speranza dell’umanità, la prima bambina nata dopo 18 anni. L’obiettivo è raggiungere la nave dall’emblematico nome “tomorrow” sfuggendo a spietate organizzazioni terroristiche, passando per veri lager creati per gli immigrati e attraversando una guerra civile che ricorda molto da vicino gli avvenimenti della ex-Jugoslavia degli anni ’90. (Meravigliosa la scena del carro armato che bombarda un edificio pieno di terroristi e tutti si fermano per far passare la bambina come fosse il Salvatore).

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