GodaizerRiprendo una segnalazione dell’altro giorno su Plutonia Experiment per parlare di un progetto (che mi era sfuggito) del 2011 made in Singapore ad opera di Hillary Yeo, animatore e docente part-time al Lasalle College of the Arts di Singapore che ha realizzato un corto di circa 18 minuti in computer graphic  che ci riporta dritto dritto alle atmosfere dei robottoni nagaiani degli ani ’70-’80.

La storia, oggettivamente, non è particolarmente originale. Godaizer è un robot gigante realizzato per combattere la minaccia rappresentata dai classici mostri “alieni” che cercano di invadere la Terra. Sconfitto il pericolo alieno, però. mantenere in attività Godaizer ha, evidentemente, un costo insostenibile, così il mecha viene disassemblato e conservato in un deposito gestito da un anziano signore e suo nipote, figlio del primo pilota di Godaizer.

La minaccia dei mostri alieni, però, non era stata totalmente debellata, l’esercito, infatti,  ne aveva conservato un esemplare in stato di animazione sospesa. Durante un esperimento, ovviamente, il mostro si risveglia incazzato più che mai e seriamente intenzionato a riprendere la sua missione di conquista del pianeta. Nulla può fare il sistema di difesa terrestre con la sua aviazione e i suoi mecha da combattimento per arrestare la furia devastante del gigantesco alieno.

A questo punto Ah Peh, il gestore del magazzino, decide di riassemblare Godaizer, l’unica arma in grado di mettere fine alla minaccia aliena, e di affidarlo al nipote che negli anni si era addestrato proprio a quello scopo. Il robot gigante si lancia contro il mostro e dopo un feroce combattimento fatto di rocket punch, punte acuminate e mazzate da fabbri riesce ad avere la meglio sul redivivo mostro gigante.

Il corto come ho detto è interamente realizzato in CGI; è interessante notare come nell’intero film non vi sia traccia di dialoghi ma come tutto venga spiegato dalle stupende espressioni facciali dei personaggi modellate dalla computer grafica e con l’utilizzo sapiente di una magnifica colonna sonora. Nonostante questo Godaizer, già dal nome del robot gigante, riesce a richiamare le atmosfere degli anime degli anni’70 con i robottoni di Go Nagai che almeno due generazioni ricordano con amore e nostalgia, ciò anche  grazie anche alla classica storyboard dell’epoca dove è chiaro chi siano i buoni, i cattivi e dove il bene sconfigge il male, sempre.

Aspettando, dunque, Pacfic Rim che ci promette di portare sul grande schermo la vera essenza dei robot giganti degli anni settanta è possibile godersi Godaizer visitando il sito del progetto, dove fra l’altro è possibile guardare il corto.

Into Darkness

Visto che abbiamo, ahimè,  sventato l’apocalisse possiamo tornare a parlare dei film più attesi per il prossimo 2013 ; oggi tocca a Star Trek Into Darkness.

Come tutti sanno nel 2009 è uscito Star Trek, l’undicesimo film tratto dall’originale serie TV creata nel 1966 da Gene Roddenberry per la regia, questa volta, di J.J. Abrams. Il creatore di Lost, Fringe e tante altre serie televisive riparte con un  reboot della storia originale riportando sul grande schermo il Capitano Kirk, il Signor Scott, il Dottor McCoy e tutto l’equipaggio della NCC1701 Enterprise in versione young.

NCC1701 EnterpriseC’è da dire che ai fan di Star Trek l’operazione non è piaciuta granché, così vuoi perché Abrams ha deciso di stravolgere la story line dell’amata serie, vuoi perché i trekkers sono peggio dei talebani, il risultato è stato che il nuovo film non era impregnato del sacro spirito di Roddenberry; peccato che la pellicola abbia incassato 385 milioni di dollari al botteghino e che, personalmente,  ho  la sensazione che il vecchio Gene avrebbe apprezzato.

Ad ogni modo, squadra che vince non si cambia e la Paramount conferma J.J. Abrams, insieme a Alex Kurtzman, Roberto Orci e al produttore Damon Lindelof,  per il dodicesimo episodio della saga cinematografica di Star Trek con l’attesissimo Into Darkness che tornerà a narrare le avventure della nave stellare Enterprise, con lo stesso cast del film precedente (Chris Pine, Zachary Quinto, Anton Yelchin e Zoe Saldana) e che, dalle premesse, rischia di far avere un travaso di bile a più di un trekker con le orecchie a punta in silicone.

E’ inutile addentrarsi nelle speculazioni che la produzione e l’abile Abrams amano far girare per creare hype, ci sarà Khan, chi sarà Khan, ci saranno i klingon, avranno la cresta, chi se ne frega… per ora l’unica cosa certa è la sinossi ufficiale che, traducendo e interpretando, recita più o meno

Quando l’equipaggio dell’Enterprise torna sulla Terra scopre che una terrificante e inarrestabile forza dall’interno della Federazione  ha distrutto la Flotta Stellare e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro pianeta in uno stato di crisi.

Il Capitano Kirk,  condurrà una caccia all’uomo in un mondo in guerra per catturare un’arma umana di distruzione di massa. Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e verranno compiuti sacrifici per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il proprio equipaggio.

Sì devo ammettere che anche la sinossi non dice proprio nulla sul film se non mostrarci, insieme alla locandina, un mondo in guerra, quasi post apocalittico, e i nostri eroi, come sempre, ultimo baluardo per l’umanità.

Comunque la si veda a proposito del nuovo corso di Star Trek, c’è da dire che a quasi 50 anni dalla sua prima messa in onda siamo ancora qui a parlare dell’Enterprise e trovo che questo non possa che fare bene, vi lascio quindi col primo trailer in italiano.

Il 2012 che si chiude, per quanto riguarda il cinema fantastico/fantascientifico, ci ha lasciato con alcuni autentici capolavori; come non ricordare The Avengers,  Dark Knight Rises o il sorprendente Iron Sky che hanno reso questo 2012 un po’ meno peggio di come sarebbe altrimenti stato.

Da questo punto di vista, però, anche il 2013 che ci aspetta promette tutt’altro che male. Nei prossimi post, probabilmente, parlerò di alcune delle pellicole più attese (dal mio punto di vista) per l’anno a venire, film come World War Z, Iron Man 3, Man of Steel e Star Trek 2; oggi però voglio scrivere di quello che è, in assoluto, il film che tutti i fan di Go Nagai attendono da 20 anni: Pacific Rim.

Per capire di che si tratta, riporto traducendo più o meno liberamente, la sinossi del sito ufficiale.

 

Quando una legione di mostruose creature chiamate haiju emerge dagli oceani, inizia una guerra che coinvolge milioni di vite e consuma le risorse dell’umanità per gli anni a venire. Per combattere i giganteschi Kaiju, viene sviluppata una nuova arma: dei robot giganti, chiamati jaegers, controllati simultaneamente da due piloti connessi alla macchina mediante un ponte neuronale. Anche i jeager, però, sembrano impotenti di fronte alla ferocia dei kaiju.  Di fronte all’inevitabile sconfitta le forze di difesa non hanno che un ultima chance, rivolgersi a un ex pilota caduto in disgrazia  (Charlie Hunman) e una recluta senza esperienza (Rinko Kikuchi) ai quali viene affidato un leggendario quanto obsoleto Jaeger, una reliquia del passato. Insieme i due eroi male assortiti saranno l’ultimo baluardo  dell’umanità per scongiurare l’imminente apocalisse.

Eh sì, misteriosa razza aliena asserragliata sul fondo dell’oceano (Pacifico) che lancia contro l’umanità dei giganteschi mostri, questa cosa l’ho già sentita… ah già sono le tematiche classiche degli anime robotici anni ’70, robottoni alti cento metri, pilotati dall’interno, contro mostri alieni Godzilla-style: il desiderio nascosto di qualunque bambino che passava i pomeriggi ad aspettare Goldrake in TV, una vera e propria trasposizione live action dei sogni di una generazione.
No, non ha niente a che vedere con i Transformers e men che meno con Evangelion ( i cui fan appena sentono parlare di connessione neuronale si immaginano la plugsuit di Asuka e sono in preda ad orgasmi multipli). Non ci sono seghe mentali qui, qui ci sono solo robottoni, supereroi, tante tante mazzate ed evidentemente una dose da cavallo di fan service che non può che farci un gran bene.
La regia di Pacific Rim è stata affidata dalla Warner Bros a Guillermo del Toro che abbiamo conosciuto, per esempio, in Hell Boy e che è una garanzia di successo per quanto riguarda la creazione di un universo alternativo e credibile. La sceneggiatura è di Travis Beacham, mentre  il direttore della fotografia è il premio Oscar Guillermo Navarro. Tutto ciò contribuisce alla mia personale speranza di poter assistere ad un vero e proprio capolavoro e magari alla nascita del capostipite di un nuovo genere che, chissà, un giorno porti sul grande schermo la saga di Mazinger :-)
Intanto vi lascio col trailer in italiano.

Ci eravamo lasciati, in Caprica, con una serie di circostanze fortuite che avevano portato Daniel Graystone, a dare alla luce la più grande minaccia per l’umanità, i cylon. Questi androidi, macchine nate per scopi militari, grazie anche alla realtà virtuale degli oloband, giocattoli di intrattenimento sempre di casa Graystrone, una volta raggiunta l’autocoscienza, decidono di sterminare il genere umano. Da qui comincia una guerra senza quartiere fra uomini e tostapane.

LA STORIA

Blood & Chrome ci catapulta una ventina d’anni dopo le vicende di Caprica, quando William Adama, il secondo figlio di quel Joseph Adama, responsabile, almeno in parte, anch’egli, della nascita della minaccia androide e avvocato della mafia della Colonia di Tauron decide di arruolarsi, come pilota,  nella guerra che da dieci anni è in corso fra le 12 colonie e i cylon.

William Adama è il miglior pilota del suo corso con un’abilità e un istinto straordinari, ma è anche un giovane arrogante e presuntuoso che non ha ancora conosciuto gli orrori della guerra e che crede che tutto sia  un gioco al simulatore; in questo senso è molto diverso dal veterano Bill Adama, Comandante del Galactica, e a cui i resti dell’umanità sterminata dai “lavori in pelle” guarderà come unica guida verso la salvezza.

Nei primi quattro episodi della web series vediamo l’imbarco di Bill Adama nella Battlestar Galactica e la sua prima assegnazione come pilota di Raptor per quella che sembra un banale trasporto passeggeri ma che in breve si trasforma in una missione pericolosissima e vitale per l’intero andamento della guerra.

BLOOD & CHROME

La serie nasce come ulteriore spin-off di Battlestar Galactica 2003 e, come detto, dovrebbe narrare le vicende del giovane Bill Adama durante la Prima Guerra con i Cylon ponendosi temporalmente, a metà fra Caprica e la serie di cui è il prequel. Purtroppo SyFy, che ormai la science-fiction non ce l’ha più nemmeno nel nome, ha deciso di cancellare la serie ancora prima di mettere in onda il pilot di 90 minuti. Il numero zero, però si è trasformato in una web series di 10 espisodi di circa 10 minuti in onda dal 9 novembre sul canale Youtube Machinima e incredibilmente non disponibile per l’Italia. Dal 2013 il pilot sarà trasmesso su SyFy e il 19 Febbraio 2013 uscirà il cofanetto “Unrated” nel quale sarà inclusa la versione Blu-ray e DVD con scene tagliate ed effetti speciali.

La qualità di Blood & Chrome, per quello che ho visto fin’ora, è davvero elevatissima e spero, anche se ho molti dubbi, che il riscontro sia tale da convincere SyFy a produrne almeno mezza stagione. Intanto se avete nostalgia di quella vecchia carretta che è la Battlestar Galactica non potete perdervi questa web series.

‘RX-78 NT1 Gundam “Alex” – la mia prima action figure

Siamo alla fine della Guerra di un Anno e la Federazione Terrestre sta costruendo, sulla colonia neutrale di Riah, Side 6, un nuovo prototipo di mobile suit,  l’RX-78 NT1 Gundam “Alex”, un nuovo Gundam progettato per essere pilotato dai newtype destinato alla Base Bianca e ad essere affidato ad Amuro Ray.

Nelle fasi finali della realizzazione del nuovo Gundam un commando di Zeon viene inviato per tentare di distruggere il prototipo. L’operazione, che coinvolge un ragazzino di 9 anni, Al Izuruha, che vive sulla colonia insieme alla madre, viene sventata dalle incredibili capacità del pilota collaudatore del nuovo mobile suit, il tenente Christina MacKenzie che fa letteralmente a pezzi il mobile suit nemico mandato per distruggere il Gundam. Durante l’attacco, tuttavia, il commando di Zeon viene sterminato ad eccezione del giovane caporale e pilota Bernard “Bernie” Wiseman.

L’intera storia viene narrata dal punto di vista di Al, il bambino appassionato di mobile suit, che odia la sua maestra e che fino a quel momento, non aveva vissuto la guerra in prima persona. Non ci sono buoni e cattivi qui, ma solo uomini, donne, soldati che fanno quello che devono fare, quello che ritengono giusto. Così avremo il giovane Berniecombattuto fra la paura di morire e la ricerca del coraggio di salvare la colonia dall’olocausto nucleare derivato dal fallimento del suo commando e costretto alla battaglia finale, con uno Zaku di recupero, contro il Gundam pilotato da Chrisin una classica celebrazione del dramma  guerra: un uomo e una donna che in un altro tempo, in un altro luogo avrebbero potuto essere amici, amanti  inconsapevolmente sono costretti a combattere l’uno contro l’altro a bordo di gigantesche macchine da guerra e un bambino, Al, testimone di tutto ciò obbligato a crescere più in fretta dei suoi coetanei.

Gundam 0080: La guerra in tasca (Kidō Senshi Gandamu 0080: Pocket no naka no sensō) è un OAV di 6 episodi da 30 minuti, inedito in italia,  creato da Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate e  prodotto dalla Sunrise nel 1989 per celebrare i 10 anni della serie Mobile Suit Gundam del 1979.

Per chi ha amato Mobile Suit Gundam del 1979 questa breve serie è da non perdere.