E’ un po’ che non scrivo. Non riesco a conciliare il tempo libero con la voglia di scrivere o di leggere. Questi giorni, complice una gita a Roma, ho ripreso in mano “1984” dopo, boh, quindici anni. Quando lessi la prima volta il romanzo di Orwell, a venti anni, ricordo che non mi piacque, mi sembrava troppo forzato, si prende troppo sul serio per essere così maledettamente improbabile, pensai. Il film che vidi qualche anno dopo mi piacque molto di piu, ma rimaneva estremamente improbabile. Rileggendo oggi “1984” mi sono detto solo… perchè no? In questi giorni è successo di tutto. Siamo in piena campagna elettorale e il partito al governo non è riuscito a presentare le liste nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge nelle principali regioni (Lazio e Lombardia). Certo in “democrazia” non si può correre da soli ma questi invece di picchiare la testa contro il muro e darsi degli imbecilli cercando un accomodamento condiviso vanno prima allo scontro istituzionale e poi approvano un decreto, cosidetto interpretativo, della legge elettorale per cercare di far riammettere le liste, e il bello è che il TAR gli da torto anche così… rimane che ci hanno provato e, di fatto, cercare di cambiare le regole in corsa non è certo un toccasana per uno stato che si definisce democratico, non che la democrazia sia poi questa gran forma di governo, visti i risultati. Così, persa la battaglia a colpi di carta bollata nel Lazio, la compagine governativa decide di mostrare la sua forza in piazza ma anche li abbiamo Piazza San Giovanni occupata da un palco enorme, decine di gazebo e qualche sparuto gruppo di attivisti e col nostro miglior presidente del consiglio dai tempi in cui al Circo Massimo correvano i carri e le bighe che tira fuori dalla naftalina il suo miglior repertorio: i giudici, la sinistra, i comunisti, l’ICI, fino al treno ad alta velocità che deve connettere l’Atlantico al Pacifico nel corridoio 5 e a partire lancia in resta per la nuova guerra contro… il cancro. Intanto la gente, quelle stesse persone che, se pure sono troppo pigre per accorrere alla chiamata della piazza, continuano ad osannare il presidente e gli rinnoveranno la fiducia a questa tornata elettorale, nonostante non riesca ad arrivare alla fine del mese e non è solo colpa della crisi. La maggior parte di noi italiani vive al di sopra delle proprie possibilità: ultimo modello di TV LCD, iPhone che già il Blackbarry è da sfigati, abbonamento al calcio di Mediaset Premium o SKY (rigorosamente in HD lo dice anche lo spot), l’auto nuova che dopo 3 anni è già da cambiare e tante altre minchiate a cui sembra non si possa più rinunciare. Il superfluo è diventato necessario, più necessario persino del buon cibo e del buon vino e per risparmiare si schiantano il fegato e lo stomaco con bibite gassate e schifezze idrogenate e quando vanno a votare, se ci vanno, la preferenza va a chi gli dice che in fondo va tutto bene, che tutto sommato loro stanno meglio degli altri, perchè c’hanno due telefonini. Intanto la crisi economica e finanziaria attacca non solo le piccole e medie imprese ma sopratutto ridimensiona le poche grandi multinazionali presenti in italia costringendo a chiudere sedi e a buttare in mezzo alla strada migliaia di persone con skill elevati che nel mercato del lavoro, alimentato quasi esclusivamente da aziende patronali e body rental, non troveranno una ricollocazione semplicemente perchè eccessivamente competenti… beh in queste condizioni, però, siamo pronti a risolvere il problema del cancro, presto chiamate l’OMS.]]>

Buona azione quotidiana oggi pomeriggio. Usciamo in macchina direzione IKEA, svincolo della tangenziale, Citroen C3 contromano in lontananza comincio ad immaginare l’epiteto da rivolgere allo scellerato autista, quando mi avvicino e una signora, stravolta mi fa cenno di aiutarla. Accostiamo, esco dalla macchina e mi avvicino alla signora sconvolta, la C3, aveva preso lo svincolo troppo velocemente e dopo un testa-coda si è fermata in bilico su un fosso appoggiata su un muretto cone le ruote anteriori che non poggiavano sulla strada. C’è mancato poco per la signora che ha corso il rischio di capottare. Per rimettere la macchina in strada è bastato solevarla un po’ da dietro con l’aiuto di un altro tizio che si è fermato a dare una mano. Pochi danni per la macchina, anche se una controllatina la farei dare e solo un brutto spavento per la signora che è tornata a casa su tutte e quattro le sue ruote… Io, beh me ne sono andato all’IKEA a valutare se comprare una Billy in edizione speciale realizzata per festeggiare i trenta anni della famosa libreria che ha venduto 41 milioni di pezzi in tutto il mondo. In realtà ho liberato un po’ di spazio nello studio e una nuova libreria ci sta tutta, magari con le ante. Forse prendo quella in foto. Per ora me ne sono tornato a casa con tre blister di pile alkaline.

AGGIORNAMENTO 25 ottobre 2009 (vedi foto):
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“Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”.
All’età di 90 anni ci lascia uno degli autori più noti di SF. Nelle scorse ore si è spento, all’Apollo Hospital di Columbia, nello Sri Lanka,dove viveva dal 1956, Sir Arthur C. Clarke. Nato nel 1917 in Inghilterra era stato un ingegnere radar nell’esercito di Sua Maestà durante la II guerra mondiale. Dopo la guerra cominciò a scrivere saggi sientifici e oltre 80 romanzi fantascientifici ipotizzando nel 1945 i satelliti geostazionari e immaginando negli anni 50 gli ascensori orbitali. Clarke è anche l’autore di quel 2001 Odissea nello Spazio trasposto al cinema da Stanley Kubrick. Ultimo suo romanzo vedrà la luce in questi giorni è “L’Ultimo Teorema” scritto insieme a F.Pohl.

Oggi dopo un po’ che mi ero registrato sono rientrato in Anobii. Anobii è sostanzialmete una comunity, o come si usa oggi dire, un social network, basato sui libri. In pratica ognuno inserisce la sua biblioteca in Anobii e chiunque può vederla, commentarla, scambiare opinioni ecc…
L’idea mi piace, poter incontrare gente con gusti letterari simili è molto intrigante in particolare considerando che in RL lo spazio non consente facilmente l’aggregazione di piccoli gruppi con gusti omogenei ma esotici; oddio non è il mio caso ma si parla in generale. Ad ogni modo, colto anche dal raptus, dell’ordine della biblioteca, mi sono deciso ad inserire un po’ di titoli in Anobii. Che dire, a parte qualche baco di troppo, in particolare con Explorer 6(ma il software è in beta) l’inerimento dei titoli con ISBN risulta agevole e ho inserito già 242 volumi. Il problema è che molti, troppi libri non hanno ISBN, vuoi perchè vecchi, vuoi perchè raccolte, vuoi perchè collane; questo è un grosso guaio in particolare per l’inserimento della mia amata collezione di Urania. Bah troverò una soluzione :-)

La nuova donna bionica Ricercatori italiani stanno sperimentando sui soliti topi una tecnica che consentirebbe di bypassare le interruzioni nervose di paraplegici in maniera biologica permettendo loro di riprendere il contatto del cervello con gli arti utilizzando alcune proprietà dei nervi. Certo non è ancora stato testato sull’uomo ma pare siano sulla buona strada. Questa notizia insieme ad un’altra sui successi delle protesi biomeccaniche mi ha fatto riflettere su uno dei concetti più abusati della SF degli anni ’80: il cyborg. In realtà è un tema che mi ritorna sempre in mente fin da quando, da bambino, poteva essere lil 1979, ho avuto un terribile incubo dopo aver visto in Star Trek il Capitano Pike ridotto a vivere in una specie di lavatrice. Cyborg sono organismi biologici con una o più organi artificiali. Steve Austin (L’Uomo da Sei milioni di Dollari) è un classico esempio di cyborg e non vanno confusi con gli androidi che sono organismi artificiali con sembianze umanoidi come Terminator. In generale il cyborg ha un valore positivo nella letteratura classica, le protesi bioniche vengono quasi sempre viste come un supporto all’umanità per sopperire a mancanze o per permetterle di adattarsi ad ambienti ostili, certo ci sono anche i cyborg “cattivi” ma è una contrapposizione abbastanza classica. Negli anni ’90, nella letteratura cyuberpunk, invece il cyborg acquista una figura più “decadente”, le protesi possono essere anche “scadenti” e solo i ricchi possono permettersi gli ultimi ritrovati della tecnologia; in ogni caso l’essre cyborg diviene quasi una moda negli universi cyberpunk, dagli innesti cerebrali, alla sostituzione dei bulbi oculari fino all’aumento della forza fisica con vere e proprie protesi per sostituire i deboli arti umani sembra che l’umanità “pura” non esista più. Sarà questa mia strana avversione per la bionica e la realà virtuale oltre al fatto che proprio non sopporto le ambientazioni ma non ho mai sopportato il cyberpunk in generale e i romanzi di Gibson in particolare.