No, no voglio parlare della Carfagna e delle sue “dimissioni annunciate” con un mese di anticipo (cose italiane), voglio, invece, provare a prefigurare uno scenario fanta-politico.

Un Ministro della Repubblica italiana (uno qualunque) in un’intervista rilasciata, che so, a Repubblica ad una domanda del giornalista sui rapporti fra il Ministero e il Parlamento si lascia andare ad una battuta dicendo che in fondo trattare col Parlamento non è poi così complesso e che basta dire che stiamo lavorando ad una riforma secondo i principi sanciti della legge e dalla Costituzione. Ovviamente la notizia viene riportata da tutte le agenzie e lo sdegno della popolazione per una simile mancanza di rispetto al Parlamento della Repubblica fa insorgere l’opposizione. Così, dopo un week-end infuocato di attacchi per questo insulto al Parlamento e nonostante una situazione politica difficile per il Governo il povero ministro, colpevole della tremenda gaffe, è costretto a rassegnare le dimissioni. Impossibile dite? Non so se una dichiarazione simile sia mai stata proferita da un ministro italiano, se lo è stata di certo non ha avuto un effetto così dirompente; del resto in italia siamo abituati a dichiarazioni di ben altro tenore e le poltrone nemmeno accennano a tremare, abbiamo primi ministri coinvolti in vicende di puttane e malaffare ma questo sembra a malapena scuotere gli scranni; eppure da qualche parte del mondo…

«È facile fare il ministro della giustizia, devo solo ricordarmi le due frasi da usare in Parlamento quando non mi viene una risposta: “Non commento singoli casi” e “Stiamo agendo in conformità con le leggi e le prove”».

questa è la dichiarazione dell’ex-ministro della Giustizia giapponese Minoru Yanagida pronunciata qualche giorno fa durante una riunione con i colleghi alla prefettura di Hiroshima. Dopo questo vero e proprio insulto al Parlamento, a seguito dello sdegno e degli attacchi delle opposizioni e nonostante una situazione che vede il governo in grosse difficoltà, il ministro Yanagida questa mattina ha rassegnato le sue dimissioni. Questa notizia dall’italico punto di vista è più incredibile di quella della commessa che pesava le sue tette insieme alla frutta

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