La settimana in vacanza a Parigi mi ha fatto tornare in mente un’abitudine che dalle mie parti va sempre più rarefacendosi: mangiare coniglio. Come si vede in foto il coniglio arrosto allo spiedo è molto diffuso in Francia[1] tanto da vendersi in forma quasi di take-away da noi (per lo meno in Puglia), invece, sta cominciando a subentrare quella sorta di timore reverenziale nei confronti degli animali d’affezione[2] per cui è blasfemo anche il solo pensiero di mangiare un gatto, mentre chiedere al macellaio carne di cavallo è diventato come domandare all’edicolante una rivista porno.

Ma torniamo ai conigli, da bambino i miei nonni allevavano galline e conigli in giardino essenzialmente per scopi alimentari. Posso confermare che quello che si dice sulla prolificità di quelle bestiacce è vero, ogni volta che tornavo dai nonni, circa ogni 15 giorni per il week-end, c’erano nuovi coniglietti e ogni volta la nonna mi faceva trovare il coniglio ripieno al forno. Per essere del tutto onesto non è che mi faccia impazzire la carne di coniglio, anche trattato per giorni conserva sempre quel gusto di selvaggina, tuttavia rimane un sapore di infanzia che mi è tornato in mente in questo viaggio.

Per il prossimo venerdì, visto che sono a cena da lei, ho chiesto a mia madre di prepararmi il coniglio ripieno, non lo mangerò, boh, da 15 anni. Nel frattempo le ho chiesto la ricetta, non si ricordava le dosi, ma il succo è questo:

– Battere il coniglio disossato su una tavolazza e cospargelo di sale e pepe.
– Preparare un impasto con pane, uova, mortadella tritata, carne tritata mista di vitello e maiale, sale e pepe.
– Disporre l’impasto al centro della carne di coniglio e arrotolare tutto serrandolo con dello spago da cucina.
– Mettere il coniglio ripieno in una teglia insieme alle cosce e alle patate, cuocere al forno, a 180 gradi, per circa un’ora.

Bon appétit.

 

[1] personalmente non riesco proprio a considerare il coniglio un animale domestico, io continuo a vederlo come una gallina, una mucca o un maiale, fonte di cibo insomma.

[2] a Parigi ci sono girarrosti dappertutto con conigli, anatre e, sopratutto, polli.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.