Il 24 aprile 1990, esattamente venti anni fa, lo Space Shuttle Discovery, nella missione STS-31, metteva in orbita a 600 km di altezza, l’HST, Hubble Space Telescope. Hubble, così chiamato in onore dell’astronomo americano Edwin Hubble, ha rivoluzionato il modo di osservare lo spazio dal momento che, vista la sua collocazione, non è sottoposto ai disturbi dell’atmosfera terrestre che distorce le immagini e filtra alcuni tipi di radiazioni per i telescopi installati sulla Terra. Hubble è lungo 13,2 metri pesa 11 tonnellate con un diametro di 2,4 metri. Le prime immagini trasmesse dal telescopio, ricordo, furono oltremodo deludenti a causa di un errore nella progettazione dello specchio principale, problema corretto durante la prima missione di servizio che gli ha consentito di riportare immagini come quella della nebulosa NGC3603 sotto (dal sito della NASA). Non starò a ricordare le infinite scoperte che le oltre 700.000 immagini astronomiche riprese da Hubble hanno consentito ne tutti gli strumenti a bordo dell’HST, che dovrebbe essere sostituito nel 2014 dal Telescopio Spaziale James Webb, voglio solo celebrare i 20 anni di uno dei più grandi successi dell’esplorazione spaziale.

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