Dopo la marchetta sanremese di Yanez che gli è valsa il quarto posto nel festival dei fiori è tornato, dopo due anni da Pica!, Davide Van De Sfroos con il suo nuovo album che prende il nome dal fortunato pezzo festivaliero: Yanez.

A me pugliese pare sempre strano parlare di Davide Bernasconi e delle sue canzoni cantate in dialetto laghée, ma continuo a ritenere Van De Sfroos la proposta musicale italiana più interessante degli ultimi 10 anni e ciò indipendentemente dal fatto che per capire un terzo di quello che dice in un pezzo devo ascoltarlo almeno 5 volte. Anche Yanez non tradisce le aspettative: sempre vive le sonorità tipiche del cantautore “padano” che narra storie di provincia rievocanti una strana nostalgia per una dimensione mai vissuta in un modo talmente orecchiabile da meritargli quasi una vittoria al teatro Ariston.

Un altro bel disco per Van De Sfroos.

 

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