Da uno studio dell’Associazione Sessuologi pare che il 50% della prostituzione in Italia si svolga fra le mura domestiche, anche ovvio per evitare le sanzioni per adescamento, ma la cosa interessante è il ritratto della prostituta “casalinga”: ovviamente italiana, con una cultura elevata (il 25% è laureata), snobba i reality show preferendo gli approfondimenti giornalistici. In gran parte si tratta di studentesse, molte casalinghe ma anche impiegate e lavoratrici part time che così arrotondano lo stipendio. Quasi tutte usano internet e molte anche per cercare clienti. La motivazione che le spinge? In molti casi quella di pagarsi gli studi; gli orari preferiti: la pausa pranzo. Non so se il ritratto è veritiero ma fa il paio con la notizia proveniente dalla Francia circa il caro affiti a Parigi che le ragazze contrastano concedendo “favori” ai proprietari di appartamenti. Sarà ma in tutto questo io ci vedo una tremenda mancanza di pari opportunità.

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