Francesco Guccini ci fa sapere dell’importanza di X-Factor per il mercato discografico italiano. Purtroppo la crisi delle case discografiche comporta che non ci siano più soldi da investire sull’immagine dell’artista e solo attraverso i talent show c’è la possibilità di scoprire nuovi talenti. Mah, Guccini da un certo punto di vista ha pure ragione, un tempo, fino agli anni 90 diciamo, l’immagine dell’artista veniva studiata a tavolino per essere introdotta nel contesto socio-culturale del momento, niente di diverso dunque da quello che fanno questo genere di reality. Lo stesso Guccini era un’icona di un certo modo di pensare degli anni ’60 e non è detto che ci si sia trovato per caso inserito in quel contesto. Qual’è il problema dunque? Il problema è che io sono snob e non guardo i reality, il fatto che Guccini guardi X-Factor, invece potrebbe avere valenza di snobismo al contrario o più probabilmente, come accade anche per i miei genitori, superata una certa età non si riesce più a salvarsi dall’assimiliazione della TV. Tuttavia non sono completamente d’accordo con Guccini e per un motivo molto semplice… con tutta la buona volonta non ce lo vedo Vinicio Capossella che viene lanciato da un reality show, e che qualcuno provi a contestualizzare Capossela se ci riesce :-).

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