Certo che in questi giorni ne accadono di cose strane. Prima l’ex leader dell’MSI che lancia l’idea di istituire l’ora di religione islamica, poi la proposta trasversale di estendere il voto amministrativo agli immigrati da almeno cinque anni e adesso il ministro filo-leghista dell’economia che abbraccia la teoria del posto fisso come panacea per la stabilità sociale. Sembra quasi che, con la sinistra occupata nelle primarie all’amatriciana e cha ha ormai definitivamente abdicato al ruolo di opposizione, anche in parlamento, i partiti di governo abbiano deciso di farsi opposizione da soli. Così mentre i tifosi della politica continuano a seguire la loro squadra in trasferta, indossando la sciarpetta con i colori sociali, mi tocca sentire da sinistra che il liberismo, in fondo, non è poi tanto male, con i sindacati che ormai plaudono a rinnovi di contratti di lavoro che se fossimo negli anni settanta li avrebbero presi a calci nel culo fino al 2020(vedi contratto Metalmeccanici) e da destra che la mobilità non è un valore da perseguire e che anzi la precarietà è deleteria per la stabilità sociale (grazie al cazzo eh). Meno male che Silvio c’è a ricordarmi che vivo in italia e che tutto questo, tanto per cambiare, è un pessimo reality show.

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