Anni di film di fantascienza e tanti noiosi resoconti delle missioni spaziali che negli anni ’80 e ’90 che hanno portato l’uomo ad avere un presidio stabile nell’orbita terrestre, prima sulla MIR e poi sulla ISS, ci hanno quasi fatto dimenticare che, solo 50 anni fa, l’uomo non aveva ancora messo il naso nello spazio.

Oggi, infatti, si festeggia la ricorrenza di uno degli eventi più straordinari compiuti dall’umanità: il primo volo spaziale attorno alla Terra di Jurij Gagarin, un vero e proprio eroe terrestre.

Il volodel  maggiore Gagarin iniziò, infatti, proprio il 12 aprile 1961 alle 9.07 di Mosca con la navicella Vostok 1 con la quale compì un’intera orbita elittica attorno alla Terra, raggiungendo un apogeo di 302 km e un perigeo di 175 km e raggiungendo la  velocità di 27.400 km/h.  Celebre la frase di Gagarin che guardando, fuori dalla navicella spaziale, quello che nessun uomo aveva mai visto prima, comunicò alla base la famosa frase “la Terra è blu”. Il volo della Vostok 1, pilotata da un computer, si concluse dopo 88 minuti, quando la navicella accese i retrorazzi per  consentire il rientro nell’atmosfera terrestre; Gagarin venne, quindi, espulso dall’abitacolo e paracadutato a terra terminando la sua avventura alle 10.20 ora di Mosca in un campo vicino alla città di Takhtarova.

L’impresa di Gagarin, ebbe ovviamente grandissimo rilievo internazionale accelerando la rincorsa allo spazio fra USA e URSS e portando in pochi anni il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Gagarin, a soli 27 anni, fu il primo essere umano della storia a orbitare intorno alla Terra per poterla guardare dallo spazio (o quanto meno il primo a poterlo raccontare). Venne, per questo,  decorato dal premier sovietico Nikita Khruščёv con l’Ordine di Lenin.

 

 

 

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