Le recenti elezioni amministrative, se mai ce ne fosse ancora bisogno, rafforzano la mia personale idiosicrasia per il principio del suffragio universale. La possibilità di contribuire con la propria opinione alla vita politica del proprio paese non può essere subordinata esclusivamente all’età, ma si rivela sempre più necessaria una verifica di alcuni requisiti minimi per concedere una così pesante responsabilità ad un individuo, ciò per fare in modo di ridurre al 30% il numero degli aventi diritto al voto; quello che succede, altrimenti, è che coloro che si sono lasciati imbonire dalle sparate di un ex-animatore da crociera finiscono per lasciarsi suggestionare dal populismo spicciolo di un ex-comico televisivo.

E’ ovvio che se parlano di abolizione delle province, accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico, riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica, eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, giusto per citare qualche passo delle 15 pagine del programma a 5 stelle, molti sono lì con la schiuma alla bocca eccitati dall’aspettativa di distruggere la casta (non potendo farvi parte). E’ proprio questo il motivo per il quale queste persone non dovrebbero avere diritto ad esprimersi in sede di consultazione elettorale.

Sia chiaro, se pensate che io ce l’abbia su con Grillo siete sulla strada giusta; il motivo è presto detto: agli inizi del 21esimo secolo il nostro comico, in una serie di spettacoli teatrali itineranti, sciorinava tutta una serie di luoghi comuni su internet e la tecnologia additando la Rete come un covo di pervertiti salvo, poi, pochi anni dopo, aprire il suo blog e utilizzare Internet per raccogliere fans adoranti e diffondere, in alcuni casi, informazioni fuorvianti (vedi la bio wash ball per lavare i panni :-) ). Una persona del genere, dunque, non mi rappresenta esattamente come non mi rappresentava l’ex-premier Silvio Berlusconi, e concordo con Dario Franceschini, un Grillo presidente del consiglio a colloquio con Angela Merkel mi farebbe vergognare di essere italiano, probabilmente ancora di più di quanto non avveniva, fino a pochi mesi fa con il miglior presidente degli ultimi cinque secoli.

Ciò detto il problema non è Berlusconi o, in questo caso, Grillo ma rimangono gli italiani, pronti a seguire qualunque capo-popolo che parli al loro stomaco dal momento che il cervello proprio non riescono a farlo funzionare.

Spero, dunque, che questo commissariamento dell’Italia, con Monti Presidente del Consiglio o con qualunque altro mezzo, continui in maniera indefinita o almeno fino a quando (quando?) questo Paese non avrà la maturità per autoregolamentarsi.

10 commenti
  1. Guru
    Guru dice:

    Io non vorrei per nessun motivo al mondo far parte della “casta”! Si può considerare come una sorta di requisito, o pregio questo mio?

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    • Angelo
      Angelo dice:

      Il fatto è che gran parte del atteggiamento così detto “antipolitico” degli ultimi mesi nasce da una palese invidia verso una casta di privilegiati. L’eliminazione di questi privilegi non avrebbe alcuna valenza reale sui problemi economici del paese ma segnerebbe una sorta di rivalsa da parte di coloro che si sentono vessati essendo costretti a sopravvivere con una porzione degli emolumenti che si autoconcedono i politici di professione. Se pure questo atteggiamento, da un punto di vista umano, può essere giustificabile, dal punto di vista strettamente politico è causa di problemi. In primo luogo perché stiamo nuovamente criminalizzando la classe politica (salvo poi votare sempre gli stessi che si ricicleranno fra le 5 stelle o dove capita) come se avere dei privilegi fosse un reato o fosse immorale ma sopratutto perché questo porterà, nuovamente, l’italia ad essere amministrata da populisti incapaci. 

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      • Guru T
        Guru T dice:

        A gente capace forse si concederebbe con meno fastidio alcuni privilegi. È che attualmente non se ne vede molti di tal fatta. Il populismo è un frutto doppio, cresce sul fusto dell’ignoranza e assorbe nutrienti dalle facili soluzioni, ma impone anche una riflessione a chi deve rispondere che altrimenti non verrebbe, e dona delle idee che ripulite sono utilizzabili da chi ha buon senso.

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        • Angelo
          Angelo dice:

          Il populismo in italia, finora, ha prodotto 20 anni di fascismo e 20 anni di berlusconismo. L’italia non è pronta per la democrazia.

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  2. Francesco Manzone
    Francesco Manzone dice:

    A me Monti non piace, ma, e qui purtroppo è il problema, non trovo nei Masanielli alla grillo altro che facile populismo, popolo bue ovviamente,ed io bue non sono. concordo quindi con la tua analisi sui comici che si improvvisano politici e spero, ma non ci conto che quando arriveremo alle elezioni non rischiamo davvero di doverci trovare un’altro im bonitore da fiera al governo. Per ora accetto Monti come il male necessario per superare la grave malattia che chiamasi crisi, auspicando che la sua permanenza sia il pioù breve possibile, non per lui in persona ma per ciò per cui è necessario..

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    • Angelo
      Angelo dice:

      Monti non piace nemmeno a me, o meglio lui personalmente mi piace molto, le sue idee molto meno. Tuttavia Monti è anche lui un pezzo in una scacchiera più ampia, si è voluto che l’Italia non fallisse per preservare una certa stabilità nella finanza internazionale, personalmente avrei preferito il tanto vituperato default che avrebbe fatto un po’ di pulizia per le generazioni future accelerando il processo di maturazione del paese ma non è stato possibile,

      Spero dunque che questo commissariamento dell’italia torni a durare, come nel dopo guerra, almeno una cinquantina d’anni nella speranza che per allora gli italiani abbiano imparato ad autoregolamentarsi senza lasciarsi adescare dal primo pagliaccio che promette la luna.

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    • Angelo
      Angelo dice:

      Eppure non avrei mai pensato che sarebbe andata così, tolto Berlusconi mi sarei aspettato che gli italiani si fossero un po’ “vaccinati”, invece niente

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    • Angelo
      Angelo dice:

      dopo quattro anni viene fuori che il 75% degli italiani rientra nella categoria degli analfabeti funzionali, quindi quando ho parlato di ridurre gli aventi diritto al voto al 30% dell’attuale platea sono stato decisamente ottimista

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